Caffè: i dazi sono una minaccia per l’Italia

Le misure protezioniste dell’amministrazione statunitense rischiano di compromettere la stabilità del mercato del caffè e di sconvolgere la catena di approvvigionamento e di distribuzione globale. Anche l’Italia a rischio incremento dei prezzi per torrefazioni e consumatore finale. Intanto le quotazioni di Robusta e Arabica sono in risalita

Gabriele Picello
a cura di Gabriele Picello – redattore capo per Commodities Trading

 

Allo stato attuale, le scorte di caffè sono estremamente contenute in tutto il mondo e, se analizziamo il fatto che il raccolto di Arabica del Brasile è previsto in contrazione, allora possiamo tranquillamente affermare che i dazi imposti da Donald Trump avranno la capacità di innescare un effetto domino sul commercio internazionale del caffè, se consideriamo anche le difficoltà che il settore deve, nel contempo, affrontare a causa delle condizioni meteo irregolari palesatesi ormai da tempo nei principali produttori come il Brasile.

Stando a quanto riferiscono gli esperti, non vi è eccedenza di caffè in nessun Paese produttore, ragion per cui l’acquisto di grandi volumi di prodotto da parte degli importatori americani da zone d’origine non soggette a dazi determinerà una variazione significativa dei flussi commerciali che impatterà sull’intera catena di approvvigionamento e distribuzione globale anche se, almeno per il momento, è probabile che gli importatori a stelle e strisce continuino ad acquistare comunque il caffè brasiliano.

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