In questo numero di “Vending Magazine” pubblichiamo una dettagliata analisi economico-finanziaria delle Imprese di gestione (Top 100), Rivendite (Top 25) e Fabbricanti del Vending italiano curata, come sempre, con “maniacale” precisione dai professionisti di Eidos Consulting.
Uno studio che, senza vanagloria, considero essenziale per ogni azienda di settore: specie le PMI. Se non conosci i tuoi numeri, non puoi prendere decisioni strategiche. Stai navigando a vista, reagendo agli eventi invece di anticiparli.
Quali risultanze emergono dal lavoro di Eidos Consulting? Nel 2024 le imprese di gestione crescono di fatturato ma hanno difficoltà a ritornare ai valori antecedenti al Covid. Il margine operativo sulle vendite è in aumento ma le percentuali di alcuni anni fa sono ancora lontane. Il rapporto di indebitamento sale e cresce l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato.
Il nostro comparto deve aprire gli occhi. Sono pronte a entrare in vigore normative – dall’EUDR sulla deforestazione alla PPWR sugli imballaggi– che appesantiranno il conto economico e fagociteranno la burocrazia aziendale. I consumatori, ma anche le aziende committenti che ospitano i distributori automatici, virano, con sempre più enfasi, verso la sostenibilità: la chiedono e la pretendono ma poi storcono il naso di fronte a prezzi inevitabilmente maggiori. I costi strutturali – tra rincari endemici e rinnovi dei contratti collettivi di lavoro – sono una spada di Damocle che incombe sui bilanci.
Ogni azienda deve guardarsi allo specchio e parlare con onestà a se stessa: occorre lavorare per rendere il posizionamento sul mercato più chiaro, per allineare numeri, processi e comunicazione. Bisogna emanciparsi dalla frase: “Ho sempre fatto così”. Andava bene quando il mercato era meno maturo e quindi bastava la relazione personale per tenere un cliente. Oggi non è più sufficiente. È inutile resistere al cambiamento.
Non è una questione di dimensioni. Vi invito, a questo proposito, a sviscerare i dati di bilancio usciti su questo numero di VM. Vedrete che balzeranno all’occhio i casi virtuosi di quelle PMI, non poche, che lavorano bene, aumentano il fatturato, marginano, hanno indici solidi e pochissimo indebitamento. Sanno chi sono, per chi lavorano, sanno come creare valore. Far viaggiare a braccetto qualità, investimenti e profitto evidentemente è possibile anche in questo periodo nebuloso.
Nel reportage sui Grandi Gruppi, alla domanda su quale budget è stato stanziato per l’anno in corso, la tendenza delle risposte è stata di cauto ottimismo o, nel peggiore dei casi, di stabilità: ciò ci fa sperare che il fondo sia stato toccato e che ora ci sia solo spazio per la risalita.
In attesa di capire se e come il nuovo iper-ammortamento inserito dal Governo nell’ultima manovra finanziaria potrà dare la scossa agli investimenti dei gestori su macchine e sistemi – come era accaduto prima della fallimentare prima versione della Transizione 5.0 – il Vending non può più permettersi di traccheggiare nell’incertezza. Evitiamo di fare come l’asino di Buridano che nel tentennare troppo a lungo tra due cumuli di fieni perfettamente uguali, senza scegliere, alla fine si lascia morire di fame.
È giunto il momento di studiare, capire e decidere. Sarebbe un “delitto imprenditoriale” rimandare ancora la ristrutturazione e l’ottimizzazione delle nostre organizzazioni. I tempi cambiano e occorre investire in nuove competenze e risorse. Il recente eLearning Maturity Report 2025, realizzato dall’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano in collaborazione con Frog Learning, ha analizzato 118 PMI di vari settori. Ebbene, in mezzo al ritardo ormai cronico dell’Italia sulla formazione digitale, sono anche emersi segnali positivi: nei prossimi due anni oltre il 65% delle aziende prevede di destinare fondi per le nuove tecnologie.
Chi, nel Vending, ha già saputo dotarsi di figure in linea con le nuove frontiere tecnologiche e di controllo di gestione ha valicato la frontiera da artigiano a imprenditore. E i numeri che trovate nelle pagine di Vending Magazine sono lì a dimostrarlo.
Enrico Capello
capello@vendingpress.it