
Torino ha imparato a fiutare i cambiamenti prima che diventino tendenza. Così, mentre la cucina italiana festeggia il riconoscimento Unesco e il settore Horeca prova a cavalcare l’onda, Horeca Expoforum, il salone organizzato da GL Events Italia, torna al Lingotto Fiere dal 15 al 17 marzo mostrando segni inequivocabili di trasformazione: più espositori internazionali e nuovi format di racconto. La manifestazione, oltre alla parte espositiva, apre spazi di dialogo su modelli, identità e strategie del comparto.
Tra le novità figura Alimentability, festival dell’informazione agroalimentare promosso da ASA, appuntamento di discussione, cultura e giornalismo. Una scelta che intercetta il bisogno del settore di descriversi con maggiore profondità e responsabilità, proprio nell’anno del riconoscimento Unesco della cucina italiana.
Un salone globale
In questa edizione, inoltre, al Lingotto Fiere si parleranno molte lingue. Sono in arrivo, infatti, multinazionali del Belgio, dei Paesi Bassi e della Spagna, come Vandemoortele, Puratos, Vion Food Group, Recanses. Sono colossi che hanno scelto Torino per misurare il polso del mercato italiano, uno dei più vivaci d’Europa. Una presenza che fotografa una manifestazione attrattiva e capace di intercettare l’interesse dei player internazionali.
Tra economia e cultura
Il settore Horeca rappresenta una componente fondamentale del sistema economico italiano. Secondo il Rapporto Strategico Ambrosetti, già dal 2024 genera oltre 107 miliardi di Euro, dà lavoro a 1,5 milioni di persone e coinvolge un vasto tessuto imprenditoriale.
“Il recente riconoscimento Unesco alla cucina italiana contribuisce ad aumentare l’attenzione verso un comparto che incrocia economia, cultura e identità. Con Horeca Expoforum vogliamo quindi trasformare questa energia in un’opportunità per tutta la filiera”, dichiara Gábor Ganczer, amministratore delegato di GL Events Italia.
Il caffé esplode, il beverage avanza
Tra le tendenze più evidenti della nuova edizione c’è il deciso incremento dell’area dedicata al caffè, che segna un +30%. Merito della collaborazione con SCA, che porterà competizioni e nuove tecnologie, accanto a realtà piemontesi e nazionali che hanno colto il momento.
Si allarga anche la costellazione del beverage, che vede l’ingresso di nuovi distributori, produttori di nicchia e realtà consolidate: dalle bevande naturali agli energy drink, dalla birra artigianale alle produzioni legate alla sostenibilità, fino al ritorno di Coca-Cola che riporta in scena le storiche bevande Lurisia. Si tratta di un mosaico che racconta un settore in fermento, dove i confini tra mainstream, artigianale e sperimentale diventano più sfumati.
Eccellenze artigiane da tutta Italia
Tra gli stand, il 2026 mostra un’Italia che non rinuncia alle sue radici. Al fianco di una vasta rappresentanza piemontese, ci sono realtà artigianali provenienti da diverse regioni italiane: dal Grana Padano della mantovana Latteria Agricola San Pietro ai suinicoltori bresciani Salumi Sei Colli, dal pistacchio di Bronte della siciliana Fruitservice fino al pentolame professionale di Baldassarre Agnelli di Bergamo.
La tradizione c’è, ma ha cambiato passo: dialoga con l’innovazione, con il design, con la sostenibilità.
Il ruolo delle associazioni
A confermare il radicamento nel settore, la presenza delle principali associazioni: pasticceri, pizzaioli, chef, hotellerie, commercio. Un ecosistema di rappresentanze che restituisce la complessità di un comparto che oggi chiede competenze e visione.