
Utilizzare il digitale, a partire dall’intelligenza artificiale, per re-inventare il Vending all’insegna del “retail tech”, inteso come integrazione delle tecnologie digitali al servizio del commercio al dettaglio. È questa la missione di FAS International, azienda di Schio (Vicenza) che conta 150 dipendenti e ha chiuso il 2024 a 57,4 milioni di Euro di fatturato.
Ad affermarlo è Francesco Cantini, managing director di FAS International e presidente della neonata Assoprisma (associazione produttori italiani soluzioni e mercati automatici), fondata da FAS insieme ad altri quattro player del settore (Epta, Evoca, Rhea Vendors e SandenVendo) e inserita all’interno del sistema Anima di Confindustria.
Dottor Cantini, quali sono le difficoltà che incontra il Vending in questa fase?
Negli ultimi anni uno dei problemi più rilevanti per il Vending è stata la forte pressione inflazionistica. Le aziende si sono trovate a dover fronteggiare un aumento dei costi forte e generalizzato, con alcuni “estremi”, come il prezzo del caffè che è quasi raddoppiato, senza riuscire a trasferirlo sul cliente finale. Questo squilibrio le ha costrette a cercare risparmi e nuove efficienze, spesso con conseguenze sulla qualità del servizio e sulla capacità di investire in infrastrutture.
Quali, invece, le opportunità da cogliere tra tante sfide?
Riteniamo che in questa fase possa esserci una re-invenzione del settore, perché la tecnologia ci permette di fare grandi passi avanti sul controllo delle macchine da remoto, con nuove possibilità legate ad esempio alla telemetria e ai pagamenti digitali.
Il parco macchine italiano attuale è rappresentato infatti da circa 800 mila distributori, molti dei quali analogici e non collegati alla rete. Così viene penalizzata l’intera filiera, incluso il consumatore che non otterrà un’esperienza di acquisto soddisfacente. Immaginiamo che questi distributori possano essere sostituiti da soluzioni capaci di dialogare. Parliamo, per esempio, di nuove configurazioni per la selezione del prodotto, con sistemi di pagamento digitali, che nelle nostre macchine sono nativi, e che grazie alla tecnologia possono coesistere anche con altre modalità cashless, quali carta di credito, carte di debito, ecc., senza costi aggiuntivi né per l’utente, né soprattutto per il gestore, al contrario di quanto poteva accadere in passato. Le macchine, avendo questa funzionalità già integrata, non necessitano di componenti aggiuntivi che comporterebbero costi e complessità maggiori, rendendole anche più soggette a problematiche dal punto di vista tecnico e quindi manutentivo.
Il Vending chiede di coniugare qualità e flessibilità in modo da rendere i prodotti disponibili H24 in più soluzioni. Qual è la risposta di Fas?
Qualità e flessibilità sono due paletti fondamentali della nostra visione. Oggi siamo in grado di gestire la performance dei d.a. da remoto, ad esempio attraverso la diagnostica, sia predittiva che attivata dagli alert della macchina sul nostro cloud. Possiamo anche offrire una customizzazione delle ricette e delle tipologie di prodotto da caricare sulle macchine, monitorando da remoto il cruscotto che riceve l’erogazione in tempo reale e implementando promozioni e attività di marketing come l’happy hour del caffè, per stimolare i consumi in fasce della giornata meno vivaci. Ciò oggi è possibile grazie all’intelligenza artificiale, che è un acceleratore potentissimo. Il Vending è una delle aree di applicazione più fertili, ad esempio per quanto riguarda l’assistenza post-vendita, dove l’AI permette di analizzare in tempi rapidissimi la casistica di migliaia di segnalazioni, aiutando non solo gli assistenti a dare una risposta tempestiva al cliente ma anche i tecnici a fare analisi e interventi correttivi. L’AI inoltre è presente nelle nostre macchine nativamente, ad esempio per la selezione dell’assortimento, rendendo possibile un planogramma (strumento di visual merchandising per la collocazione dei prodotti sugli scaffali, ndr) che può essere definito attraverso una semplice fotografia, per poi essere modificato o inviato direttamente al gestionale.
FAS è impegnata a promuovere il passaggio dal Vending classico al retail tech. Quali riscontri state trovando dal mercato?
Quando abbiamo iniziato a parlare di retail-tech ci guardavano tutti un po’ stupiti. Questa è una strada che avevamo già intrapreso nel 2023, ma che abbiano ufficialmente lanciato nel 2024 e che in sostanza significa mettere il consumatore al centro, ascoltando e risolvendo le sue esigenze anche latenti e non espresse, ma desunte dalle aree di insoddisfazione, per trasformarle in soluzioni utilizzabili dagli operatori delle macchine, cioè dai nostri clienti. Così si propone un’esperienza che ha un valore, anche se in molti casi il focus è solo sul prezzo.
Ma oggi riuscire a pagare il caffè 10 centesimi in meno non è una conquista: erogare un caffè a 30 centesimi spesso vuol dire fornire un prodotto e un servizio non all’altezza della situazione, certificando l’acquisto di un’esperienza scadente per il tuo “pubblico” interno, mentre il nostro obiettivo è anche aiutare a rendere il lavoro in ufficio un’esperienza interessante e appagante.
Recentemente FAS ha acquisito una quota importante di Vendix, che si è aggiunta alla partnership con Alturas. Qual è lo scopo di queste operazioni?
La nostra azienda dà il meglio di sé quando va “contromano”. Ad esempio, FAS ha intuito per tempo che lo sviluppo si sarebbe spostato dal mero hardware, che rimane una componente importantissima di questo settore, alla parte digitale, investendo e anche rischiando. Abbiamo aperto i nostri codici ad Alturas, società di software con cui poi è nata una partnership che ci ha portati ad acquisirne anche una quota. Questo ha dato inizio a uno sviluppo congiunto e convergente su tutta una serie di soluzioni che si stanno rivelando vincenti, pensate per migliorare non solo l’esperienza del consumatore, ma anche la parte gestionale di clienti e operatori.
In genere le operazioni di M&A vengono fatte per aumentare la base clienti o per acquisire know-how: nel nostro caso il motivo è sempre stato il secondo. L’acquisizione di know-how tecnologico in nuovi segmenti di mercato B2C, come farmacie e tabaccai, alza l’asticella sul presidio dell’assistenza post-vendita, che ha esigenze di tempi molto più rapidi e una dipendenza elevatissima dal produttore.
Si susseguono rumors su possibili cambi societari in Fas. Si può sbilanciare in merito?
FAS è un’azienda dinamica, orientata alla crescita. In un’ottica di sviluppo, monitoriamo costantemente potenziali target che possano identificare effettive opportunità di espansione, rispondendo a tre criteri imprescindibili: la piena coerenza con la nostra strategia retail tech, un potenziale inespresso e accrescitivo rispetto ai nostri indicatori e alle posizioni di mercato e la sostenibilità economica nel breve periodo.
Allo stesso modo, con lo spirito di ricerca e di evoluzione che ci contraddistingue, non è raro valutare anche possibili business combinations capaci di generare valore e di rafforzare ulteriormente la nostra posizione. Posso dire, però, che attualmente non siamo impegnati in operazioni di questo tipo.
A rappresentare la categoria dei fabbricanti ora c’è anche Assoprisma, di cui lei è stato nominato presidente. Quali sono i vostri obiettivi?
Assoprisma conta oggi quasi mille addetti diretti e un fatturato complessivo di circa 300 milioni, destinato a crescere rapidamente con l’ingresso di nuovi aderenti. L’associazione rappresenta un autentico Made in Italy che coniuga tecnologia, elettronica e meccanica, con l’innovazione come chiave per affrontare il futuro. L’obiettivo è valorizzare la competenza e la profondità tecnologica delle imprese aderenti, diventando un punto di riferimento per le istituzioni, gli operatori del settore e il pubblico, sia professionale che consumer.
Assoprisma nasce, inoltre, per rispondere all’esigenza di rappresentare in modo diretto e strutturato le aziende produttrici attive nel Vending e, più in generale, nel settore del retail unattended, offrendo una voce autorevole capace di esprimere le priorità e le specificità di un comparto produttivo di grande rilievo per l’industria italiana.