
Fondata a Faenza nel novembre 1996 da Alberto Castellari, forte di un’esperienza ventennale maturata nell’arte della tostatura e nella creazione delle miscele, Rekico Caffè nasce con una spiccata vocazione per il canale Ho.Re.Ca. Nel corso degli anni, l’azienda ha saputo evolvere la propria offerta ampliandola con successo al Vending e al monoporzionato, configurandosi come un partner di riferimento per la somministrazione del caffè al bar, in ufficio e a casa.
La traiettoria di crescita di Rekico è guidata da un preciso valore fondante: preservare la cura e l’attenzione artigianale della torrefazione tradizionale, coniugandole con costante ricerca, tecnologia e capacità produttiva industriale. Dalla rigorosa selezione delle materie prime sostenibili fino al confezionamento, Rekico ha strutturato un modello operativo solido ed efficiente.
Oggi Alberto Castellari, affiancato dai figli Andrea e Silvia e da una squadra affiatata, guida l’azienda verso nuove sfide su scala nazionale e internazionale forte di numeri importanti: 30 tra dipendenti e collaboratori diretti, una capacità produttiva di circa 10.000 sacchi lavorati, pari a circa 650 tonnellate di caffè, un portafoglio di oltre 600 clienti attivi.
Per farci raccontare 30 anni di storia della Rekico, la redazione di VM ha intervistato Alberto, Andrea e Silvia Castellari, una famiglia di imprenditori di successo, che non ha mai scordato l’importanza dei volari umani basati sulla cordialità, la sincerità, la correttezza e la trasparenza.
Quali i valori che vi hanno consentito di raggiungere questo traguardo?
In primo luogo una forte dedizione al lavoro e l’affidabilità sempre orientata alla soddisfazione del cliente. In questi tre decenni lo scenario di mercato è profondamente mutato, ma noi abbiamo mantenuto intatta la passione e la determinazione degli esordi, ponendo l’attenzione alla massima qualità al centro di ogni scelta.
A ciò si affiancano la curiosità e la ricerca continua. Il caffè è una materia prima complessa che richiede un’incessante voglia di apprendere. A ciò si aggiunge un valore inestimabile: il capitale umano. In un settore dinamico come il nostro, poter contare su collaboratori e dipendenti che lavorano in Rekico da oltre 20 anni rappresenta un vero e proprio punto di forza strategico. La loro memoria storica, la competenza maturata sul campo e il senso di appartenenza garantiscono quella continuità e quella cura del dettaglio che nessuna tecnologia può sostituire.
Quali i momenti più belli e quelli più complicati di questi 30 anni?
Tra le soddisfazioni più grandi rientrano le tappe fondamentali della nostra crescita: la nascita dell’azienda, l’acquisizione dei primi clienti Ho.Re.Ca., il trasferimento nell’attuale sede a Faenza e l’ingresso nei mercati esteri. Tuttavia, la gratificazione più autentica risiede nelle relazioni costruite nel tempo: vedere la fiducia continuativa di un cliente o la soddisfazione negli occhi dei nostri collaboratori quando si raggiunge un obiettivo comune.
Sul fronte delle criticità, l’emergenza pandemica ha rappresentato una prova inedita per l’intero comparto. Successivamente, l’alluvione del 2023 che ha colpito la Romagna – pur non avendo danneggiato direttamente le nostre strutture – ha segnato profondamente l’area in cui operiamo. Le difficoltà affrontate da partner, collaboratori e comunità locali ci hanno reso ancora più consapevoli del legame profondo che un’azienda ha con il territorio in cui opera.
Come è cambiato il lavoro del torrefattore in questi 30 anni?
L’evoluzione è stata significativa, portando con sé grandi opportunità ma anche nuova complessità. La tecnologia ci offre oggi strumenti d’avanguardia per garantire un controllo analitico del processo, una precisione di tostatura e una continuità qualitativa impensabili 30 anni fa.
Questa evoluzione ci ha permesso di ampliare e diversificare l’offerta, affiancando allo storico core business Ho.Re.Ca. il mondo del monoporzionato e del Vending, fino allo sviluppo di una linea di caffè Monorigini 100% Arabica.
Per contro, il reperimento della materia prima è diventato decisamente più critico. Gestendo direttamente l’importazione del caffè verde, senza ricorrere a intermediari, siamo in prima linea nella selezione e approvvigionamento. Se un tempo vi era un’equazione abbastanza lineare tra andamento di Borsa e disponibilità del crudo, oggi ci confrontiamo con variabili esogene complesse: shock climatici, criticità nelle supply-chain, tensioni geopolitiche e un’accentuata speculazione finanziaria. Acquistare bene e garantire costanza qualitativa richiede competenze di gran lunga superiori rispetto al passato.
Alberto, hai coinvolto in azienda Silvia e Andrea. Come ci sei riuscito?
È stato un processo organico e progressivo. Andrea ha iniziato ad affiancarmi fin da ragazzo, dedicando all’azienda il tempo libero dagli studi universitari e avvicinandosi con curiosità alle diverse attività; il suo interesse è stato per me un forte stimolo a investire ulteriormente nel futuro di Rekico.
Silvia è subentrata qualche anno dopo, portando in Rekico la ricchezza di un proprio percorso professionale svolto all’estero.
Il mio approccio è stato quello di delegare gradualmente responsabilità operative e spazi decisionali. Mantengo una presenza attiva nell’azienda, focalizzata sulla consulenza strategica e sull’affiancamento, mettendo a disposizione l’esperienza maturata nel settore.
Silvia e Andrea, perché avete deciso di entrare in Rekico?
Siamo cresciuti respirando il profumo e la cultura del caffè, vedendo Rekico svilupparsi giorno dopo giorno. Osservare la dedizione con cui nostro padre ha edificato questa realtà ha alimentato la nostra curiosità per il settore.
Entrare in azienda è stata una scelta autonoma e consapevole, giunta in momenti e con percorsi formativi differenti. A guidarci è stato il desiderio non solo di preservare quanto realizzato, ma di apportare nuove visioni, competenze ed energie per il futuro dell’azienda.
Rekico ha la nomea di torrefazione con produzione industriale ma da sempre legata a un modo di lavorare artigianale. Perché tanti clienti scelgono i vostri caffè e sistemi?
Ci distingue la capacità di mantenere l’attenzione al dettaglio tipica del laboratorio artigianale pur all’interno di una struttura industriale efficiente. Seguiamo direttamente l’intera filiera: dalla selezione dei lotti di crudo alla definizione dei profili di tostatura, dalla miscelazione delle monorigini, effettuata esclusivamente dopo la tostatura, fino al confezionamento.
Negli anni abbiamo inoltre costruito una filiera produttiva che ci permette di essere flessibili e veloci nel rispondere ai cambiamenti del mercato, sviluppando prodotti e sistemi per canali diversi. Credo che i nostri punti di forza siano soprattutto la costanza e la qualità dei prodotti che proponiamo. Lavoriamo una materia prima naturale, che può cambiare da raccolto a raccolto a seconda delle condizioni climatiche, e il nostro compito è fare in modo che il cliente ritrovi nel tempo la stessa qualità e lo stesso risultato in tazza. Sembra semplice, ma è una delle parti più difficili del nostro lavoro.
Quali sono stati i più recenti investimenti fatti sull’azienda?
Negli ultimi anni abbiamo impresso un’accelerazione agli investimenti strategici. Abbiamo rinnovato e interconnesso gli impianti di produzione secondo le direttive dell’Industria 4.0, migliorando l’efficienza e la tracciabilità dei processi. Parallelamente, abbiamo ampliato la struttura aziendale con l’acquisizione di due capannoni adiacenti alla sede, attualmente oggetto di un importante intervento di ristrutturazione. Stiamo inoltre completando la digitalizzazione dei flussi gestionali, della logistica e della movimentazione di magazzino, per un controllo dei dati in tempo reale.
In ottica ESG e sostenibilità ambientale, abbiamo installato un impianto fotovoltaico per l’autoconsumo energetico e realizzato interventi di efficientamento della struttura. Infine ci sono gli investimenti forse meno visibili, ma altrettanto importanti: investiamo costantemente sul capitale umano, sulla formazione interna, sullo sviluppo di nuovi sistemi d’estrazione e sul consolidamento dei mercati esteri.
Il 2025 si è chiuso con +13,4% di fatturato rispetto al 2024. E’ pesato l’aumento dei prezzi della materia prima o è frutto essenzialmente della vostra politica commerciale?
Se da un lato l’aumento generalizzato della materia prima ha impattato sui valori nominali, la nostra crescita è sostenuta da un effettivo incremento dei volumi venduti. La spinta commerciale, unita all’introduzione di soluzioni di prodotto innovative per l’Ho.Re.Ca. e il Vending, ci ha permesso sia di consolidare la presenza presso i clienti storici, sia di acquisire nuove quote di mercato.
Digitalizzazione e sostenibilità sono due asset fondamentali per il mondo caffè. Come operate su queste due direttrici?
Sul fronte della digitalizzazione, stiamo integrando sempre più dati, processi e strumenti – dalla produzione alla logistica fino alla gestione commerciale – iniziando anche ad approcciare l’AI e le sue possibili applicazioni.
La sostenibilità ambientale si traduce in azioni concrete: dalle certificazioni di prodotto, come Biologico e OK compost Industrial, alla riduzione della plastica utilizzata negli imballaggi, fino allo sviluppo di macchine da caffè con sistemi di stand-by per contenere i consumi, oltre alla diminuzione dell’impatto ambientale con il recente impianto fotovoltaico.
State trovando difficoltà nel mettere a terra quanto richiesto dall’EUDR, il Regolamento europeo sulla deforestazione?
L’EUDR rappresenta certamente un cambiamento importante per tutta la supply chain, poiché richiede di gestire e collegare una quantità di informazioni maggiore rispetto al passato, con una conseguente evoluzione delle procedure e dei sistemi di monitoraggio.
Stiamo lavorando a stretto contatto con trader e fornitori di caffè verde per garantire la completa tracciabilità della materia prima e la mappatura geolocalizzata delle piantagioni d’origine e adeguare, parallelamente, i nostri sistemi interni.
La finalità è importante per tutto il settore: rendere la filiera più trasparente, conoscere meglio l’origine della materia prima e valorizzare il lavoro di tutti gli attori coinvolti. È quindi un percorso necessario, che porterà benefici concreti a tutti.
Il prezzo del caffè in questi anni ha vissuto un rally impressionante, raggiungendo, quotazioni da “commodity di lusso”. Come ha impattato su Rekico questa criticità?
In 30 anni di attività abbiamo attraversato diverse fasi di tensione sui mercati finanziari, tuttavia la congiuntura recente è stata eccezionale. Alla volatilità della Borsa si sono aggiunti problemi climatici, difficoltà negli approvvigionamenti e tensioni internazionali. Abbiamo risposto incrementando la pianificazione temporale degli acquisti e facendo leva sul rapporto di fiducia consolidato con fornitori storici.
Ritenete i prezzi non torneranno più quelli antecedenti al 2021?
Dopo tanti anni in questo settore abbiamo imparato che fare previsioni sul prezzo del caffè verde è sempre difficile Tuttavia, la combinazione di costi di coltivazione più elevati, eventi meteo avversi e dinamiche speculative rende improbabile, almeno nel breve-medio periodo, un ritorno ai valori antecedenti al 2021.
Avete mai valutato l’opportunità di far entrare nel vostro capitale sociale investitori esterni?
Negli anni abbiamo ricevuto manifestazioni d’interesse da parte di operatori del settore e investitori. È una cosa che ci fa piacere, perché lo interpretiamo come un riconoscimento della solidità dell’azienda, delle performance raggiunte e del percorso di crescita intrapreso. Tuttavia, la nostra volontà è proseguire lungo questo percorso mantenendo l’attuale assetto proprietario ed indipendente, con un controllo diretto sulle scelte strategiche.
Da quali ambiti aziendali ritenete dovrà passare la crescita futura di Rekico?
La crescita passerà attraverso tre pilastri: innovazione tecnologica di prodotto e di processo, potenziamento della rete commerciale ed espansione sui mercati internazionali con digitalizzazione e sostenibilità come elementi trasversali.
Parallelamente, la crescita futura di Rekico non può prescindere dalla valorizzazione delle persone. Il fatto che molte delle nostre risorse umane abbiano costruito la propria carriera in Rekico, crescendo con noi per oltre 20 anni, crea un ambiente di lavoro solido e un know-how prezioso.
L’obiettivo futuro è favorire il passaggio di competenze tra questi professionisti esperti e le nuove risorse che entrano in squadra, creando un ponte perfetto tra tradizione e innovazione.
Quanto è presente Rekico fuori dall’Italia?
L’export concorre per circa il 15% sul fatturato aziendale, guidato prevalentemente dalle vendite di caffè in grani per il canale professionale. Esportiamo in oltre 30 Paesi, con una presenza concentrata principalmente in Europa ma estesa anche a diversi mercati extraeuropei.
L’obiettivo è potenziare ulteriormente la quota estera valorizzando il Made in Italy, intensificando la presenza nelle principali fiere internazionali di settore, comprese manifestazioni chiave nel Sud-Est asiatico, e sviluppando nuove partnership distributive.
Quanto incide il Vending nel vostro giro d’affari?
Il Vending rappresenta un asset strategico e in costante espansione, che negli anni ha acquisito un peso sempre più rilevante nel nostro giro d’affari. È un segmento dinamico che richiede capacità di ascolto del gestore, efficienza e un’evoluzione tecnologica costante. L’interazione continua con i nostri partner commerciali ci permette di cogliere le nuove esigenze del mercato e di sviluppare soluzioni dedicate, sia nel caffè in grani, sia nel monoporzionato. È un canale sul quale intendiamo continuare a investire, ampliando l’offerta e sviluppando soluzioni capaci di coniugare qualità, servizio e innovazione.
Siete un’azienda multicanale. Avendo una visione d’insieme così completa sul caffè, come giudicate il nostro settore rispetto agli altri mercati?
Essere presenti su più mercati ci offre una visione d’insieme privilegiata.
Il Vending ha volumi elevati e dinamiche competitive serrate, che richiedono massima efficienza e servizio impeccabile.
L’Ho.Re.Ca. rappresenta il contesto in cui il rapporto con il consumatore e l’esperienza del caffè trovano la loro espressione più diretta, mentre il Retail specializzato completa il quadro, rispondendo a ogni diversa esigenza di consumo.
All’ultimo Venditalia avete presentato Origin. Si tratta di un sistema che contiene una parte di digitalizzazione spinta. Presentate ai gestori Vending questa innovativa proposta?
Origin sintetizza la nostra visione per i 30 anni dell’azienda: unisce tradizione e tecnologia avanzata. Abbiamo riscoperto e riattualizzato quattro ricette storiche di tostatura nate agli esordi di Rekico, integrandole in un sistema chiuso ad alte prestazioni.
Il sistema si compone del caffè in cialde dedicate, della macchina d’estrazione Mosaico e della tecnologia Rekico Tag System, che consente il riconoscimento automatico tramite tag e la gestione elettronica dei parametri di erogazione e dei consumi. Una proposta ad alto valore aggiunto pensata per offrire ai gestori OCS controllo, qualità costante e tracciabilità.
Come si completa la vostra offerta per la Distribuzione Automatica?
Nel Vending il caffè in grani rimane per noi un prodotto centrale, con miscele sviluppate per garantire qualità, costanza e affidabilità in erogazione. A questo affianchiamo un’offerta sempre più completa nel monoporzionato, con cialde, capsule e sistemi di estrazione dedicati.
Stiamo inoltre sviluppando nuove referenze da accostare al caffè nella Distribuzione Automatica, ampliando in particolare la gamma delle bevande complementari. L’obiettivo è completare progressivamente l’offerta e mettere a disposizione del gestore un assortimento più ampio, capace di rispondere alle diverse occasioni di consumo: dalla Distribuzione Automatica tradizionale all’OCS.
Credete in una commistione sempre maggiore tra Vending e Ho.Re.Ca.?
Vending e Ho.Re.Ca. restano due canali con caratteristiche e modalità di servizio differenti, ma vediamo una progressiva convergenza di alcune esigenze, soprattutto in termini di qualità, praticità e flessibilità. La nostra presenza storica in entrambi i mercati ci permette di rispondere a questa evoluzione con un’offerta trasversale, dal caffè in grani al monoporzionato.
Abbiamo sviluppato, ad esempio, macchine professionali a cialde e capsule che uniscono qualità in tazza, costanza di erogazione e semplicità di gestione, adattandosi anche a contesti tipicamente Ho.Re.Ca. È un approccio che ci consente di affiancare gli operatori che scelgono di presidiare entrambi i canali con soluzioni specifiche per le diverse esigenze.
A novembre festeggerete i vostri 30 anni. Quale messaggio volete lanciare?
30 anni rappresentano un traguardo significativo, frutto di impegno, scelte coraggiose e del lavoro quotidiano di tutto il team. Arriviamo a questo appuntamento con la consapevolezza di ciò che abbiamo costruito, uniti come squadra e come famiglia, ma soprattutto con ancora tanta energia e tanti progetti davanti.
Ringraziamo i nostri collaboratori, i clienti e i partner commerciali che hanno condiviso questo percorso con noi. Per Rekico questo anniversario non è un punto d’arrivo, ma una solida tappa da cui ripartire per affrontare con entusiasmo le sfide del mercato globale del caffè.