Facciamo un balzo indietro nel tempo ai mitici anni ’80, un periodo caratterizzato da un forte ottimismo economico, dall’edonismo e dall’appariscenza di yuppies e paninari. Anni d’oro anche per il Vending. Io, che allora ero poco più che un bambino, ascoltavo affascinato mio padre che raccontava le “gesta” dei più importanti Gestori italiani: Gestioni che avevano conquistato clienti importanti – tipicamente grandi fabbriche, ospedali o enti pubblici – o che avevano fatto acquisizioni di “battute” da far girare la testa. Il Gestore aveva un unico scopo: “fare” erogazioni o comprarle appena qualche collega gliele offrisse.
Misurare i meriti era semplice: bastava leggere le erogazioni mensili. Non servivano complesse analisi di bilancio, né chiamare in causa indicatori come EBITDA, PFN, ROS, ROI…A parlare erano le erogazioni: portavano una buona dose di margine e il conto era presto fatto: più erogazioni, più reddittività per la Gestione e per l’imprenditore.
Nel corso degli anni, molte di quelle Gestioni sono cresciute sino a raggiungere importanti dimensioni sia in termini di quote di mercato che di copertura territoriale. Alcuni imprenditori hanno scelto di consolidarsi sul territorio che aveva visto nascere la loro attività, altri invece hanno puntato sulla copertura territoriale, per intercettare nuova clientela in regioni e province non raggiunte prima. E una cosa era chiara: le dimensioni contavano, perché erano l’indicatore più lampante di successo.
Da qualche tempo però qualcosa è cambiato. Mentre l’età dell’oro del Vending sembra essersi definitivamente conclusa, al suo posto si è fatta strada una nuova era – a voi il compito di darle un nome – dove vigono dinamiche e numeri diversi (talvolta persino contrastanti) e il successo si misura su nuovi indicatori. Leggendo le analisi di bilancio, ci accorgiamo che a primeggiare sono le Gestioni di dimensione più piccola o ad alta concentrazione territoriale, regionale o provinciale. Che ne è stato di quel mondo dove “grande era bello” e l’obiettivo era crescere ed espandersi senza limiti?! Ѐ solo un dolce amarcord?
Quel che è certo è che il mondo – e non solo il Vending – è cambiato. E la colpa, questo sia chiaro, non va rintracciata solo all’interno del settore. Nel mezzo c’è stata una pandemia, conflitti internazionali che hanno destabilizzato l’economia e riscritto confini geografici ed economici, continui rincari delle materie prime, dell’energia e del costo del lavoro. Per far fronte alle richieste del mercato e agli adempimenti normativi, una grande Gestione si è trasformata in una “macchina” molto complessa, che nulla a che vedere con gli anni ’90. Per far funzionare una grande Gestione servono asset che non sono alla portata di tutti e risorse umane che irrigidiscono la struttura, impedendole di essere reattiva a condizioni di mercato in continua evoluzione. E nell’aria serpeggia un dubbio: grande è ancora meglio? Ѐ lecito chiederselo, perché aziende più piccole hanno costi più contenuti e spesso dimostrano maggiore agilità e resilienza nel rispondere alle nuove dinamiche del mercato.
Se è dimostrato che oggi dimensione e margini seguono strade diverse, occorre interrogarsi sul da farsi: continuare a crescere oppure abbandonare le velleità di conquista di nuovi territori per ritornare alle origini? Che la strada per riconquistare la perduta marginalità non stia nella grandezza fine a sé stessa, ma in una nuova visione, più concreta e lungimirante, del business fatta di presidio del territorio, tempismo e agilità?
A Voi, come sempre, l’ardua sentenza!
Buon Venditalia 2026!
Michele Amoruso
Amministratore Delegato Orasesta Spa