Orientarsi nella scelta dei pagamenti digitali nel Vending

Il digitale sta occupando sempre di più le transazioni effettuate presso i distributori automatici. La scelta di una soluzione di pagamento nel Vending non è mai solo una questione di commissioni. È un equilibrio tra tecnologia, libertà di scelta e fiducia nei partner: elementi che determinano la sostenibilità e il successo di lungo periodo per ogni gestore. Vi spieghiamo come riuscirci

a cura di Mario Majo
Mario Majo

I pagamenti digitali stanno occupando sempre più spazio nella nostra esperienza di vita quotidiana. Persino le carte fisiche, emblema dei pagamenti elettronici, si stanno via via dematerializzando su smartphone, smartwatches e wearable in generale. Alcune carte di pagamento nascono virtuali senza mai conoscere le forme della plastica.

Da utenti siamo abituati a conoscere schemi di costo relativamente semplici: una carta di pagamento può essere totalmente gratuita, avere costi fissi annuali, costi di commissione in caso di pagamento rateizzato e costi di commissione percentuali in caso di prelievo da sportello. Niente altro.

Da esercente la situazione è po’ diversa, sebbene il mercato recentemente abbia subito una svolta importante con soluzioni POS che possono essere acquistate anche al centro commerciale o online e regimi di costo sempre più semplici e comprensibili.

 

LE PECULIARITÀ DEL VENDING

Il Vending, come abbiamo ricordato in molte occasioni su queste pagine della Rivista, ha una serie di particolarità che rendono sempre molto meno lineari anche applicazioni semplici.

Nell’articolo pubblicato nell’aprile 2023 – https://www.vendingpress.it/2023/04/12/la-gestione-del-cashless-una-sfida-complessa-per-loperatore-vending/ – avevamo descritto nel dettaglio tutti i flussi fisici e virtuali che possono gravitare attorno ad un distributore automatico.

Il Vending, ed in particolare quello italiano, non si è mai fatto mancare nulla in termini di complessità: non c’è tecnologia di pagamento che ci siamo fatti sfuggire, come spesso accade un po’ per necessità, un po’ per la nostra interminabile “inventiva”.

L’immagine allegata è una estrema sintesi di come flussi fisici (monete e banconote) oggi si possono combinare con i flussi digitali. Specifichiamo, che il venduto con APP o Chiave (freccia rossa) non genera direttamente un flusso a valore, (né fisico, né digitale verso la banca) perché sono le ricariche dei relativi borsellini a generarlo.

Questi intrecci generano complessità tecniche e amministrative perché il contante (o una parte, vista la presenza delle gettoniere rendiresto) finisce in sala conta dopo aver generato una vendita o alimentato un borsellino fisico (chiavetta) o digitale (APP verticale). Allo stesso tempo la valuta elettronica finisce direttamente su un conto bancario indipendentemente dall’utilizzo che ne viene fatto. I sistemi digitali hanno, quindi, generato un nuovo flusso di incasso proveniente da bonifici da parte di istituti finanziari.

L’incasso a contante segue i canali tradizionali ed è sempre associato al distributore automatico (e quindi al cliente) che l’ha generato, mentre il flusso digitale presenta alcune difficoltà di riconciliazione perché non sempre viene generato nel distributore automatico.

La tabella qui sopra riassume i possibili intrecci e combinazioni che si possono attuare tra i diversi mezzi di pagamento e “se” e “come” il credito può essere trasferito da un sistema all’altro.

 

I VARI MONDI DIGITALI

Il digitale può essere suddiviso principalmente in:

E-commerce

Per e-commerce intendiamo tutte le transazioni che possono essere realizzate senza l’ausilio di un terminale POS fisico. Quindi sono le transazioni tipiche degli acquisti fatti su siti web o in APP quando al checkout vengono chieste le credenziali in base al mezzo utilizzato (Carte di pagamento, BancomatPay, Satispay, Bonifico, Apple Pay, Google Pay, Amazon Pay, ecc.).

Utilizzi Vending: le transazioni di tipo eCommerce generalmente sono utilizzate per ricaricare altri borsellini. Il caso più comune e quello delle APP Vending verticali. Per questa ragione le transazioni tipicamente hanno valori da 5 o da 10 Euro. L’utilizzo del contante per ricaricare i borsellini APP sta diventando sempre più marginale con percentuali che stanno intorno al 25% e con minimi fino al 10%.

Le transazioni senza POS stanno avendo un’evoluzione interessante anche a scapito del POS tradizionale, grazie a soluzioni ibride che consentono sia acquisti e-commerce che acquisto in negozio. Satispay, BancomatPay, Paypal sono esempi noti in Italia (esistono equivalenti in altri Paesi), ma si arriva fino a colossi come Alipay e Wechat che possono contare assieme su oltre 2 miliardi di utenti registrati.

POS fisico

Sono tutte le transazioni che presuppongono la presenza di un terminale POS. Il terminale può essere un sistema puro contactless oppure un sistema tradizionale con display che accetta anche le carte con Chip. Il POS fisico è utilizzabile con carte di pagamento tradizionali o virtualizzate.

 

Utilizzi Vending: i POS vengono utilizzati per l’acquisto diretto mediante carte di pagamento e, in alcuni casi, per trasferire credito (anche in questo caso con tagli tipicamente da 5 Euro o superiori) sulle chiavi tradizionali.

La scelta di trasferire del credito, anziché utilizzarlo direttamente per l’acquisto, spesso dipende dallo schema prezzi adottato dal gestore: in alcune locazioni viene adottata una differenziazione di prezzi tra l’utilizzo del contante rispetto alla chiave; pertanto, l’utente ha convenienza ad usare la chiave stessa.

 

ASPETTI TECNICI E  COMMERCIALI

Entriamo ora negli aspetti tecnici e commerciali per comprendere funzionamento e logiche, ponendo l’attenzione al mondo dei POS perché è il più complesso e con maggiori variabili.

Prima di tutto ricordiamo quali sono gli attori principali nella catena delle transazioni elettroniche.

Attori coinvolti

Titolare della carta (Cliente)
Utilizza la carta per pagare un bene o un servizio. Autorizza la transazione tramite chip+PIN, contactless.

Merchant (Esercente)

È il negozio/azienda (fisica o online) che incassa il pagamento. Ha il contratto con una banca o un acquirer per accettare le carte tramite POS.

POS/Payment Gateway

È il terminale (fisico o virtuale) che invia i dati della transazione all’acquirer. Può essere fornito da banche, società di servizi (Nexi, SumUp, Worldline, ecc.) o fintech.

Acquirer (Banca Acquirente)

È la banca o istituto che gestisce il POS dell’esercente. Riceve la richiesta di pagamento e la instrada sul circuito corretto (Visa, Mastercard, Amex, ecc.). Garantisce il versamento sul conto dell’esercente, trattenendo le commissioni.

Circuito di pagamento (Visa, Mastercard, Amex, ecc.)

Rete che trasferisce le informazioni dall’acquirer all’issuer e viceversa. Fornisce le regole di sicurezza, standard tecnici e calcola le commissioni di scambio

Issuer (Banca Emittente della Carta)

È la banca che ha rilasciato la carta al cliente. Autorizza o rifiuta la transazione verificando disponibilità di fondi, plafond e sicurezza (antifrode).

È evidente che, perché il sistema stia in piedi, ciascun soggetto nella catena deve aver una forma di beneficio diretto o indiretto. Quali sono i costi coinvolti nel processo? Nell’illustrazione qui sotto ne abbiamo elencati alcuni: non tutti sono sempre presenti ma è utile partire dal dettaglio per comprendere come sono strutturate le offerte sul mercato. Spesso alcuni degli attori citati sono in realtà la stessa azienda. Questo può generare dei vantaggi e quindi condizioni economiche potenzialmente più interessanti o semplicemente accorpate in un numero inferiore di voci.

Cerchiamo di semplificare il sistema in due tipologie di offerte economiche che è più facile trovare sul mercato, fermo restando che al gestore del Vending interessa il costo complessivo e un po’ meno a chi va cosa. Vista la complessità del sistema è comunque utile mettere il “cappello” giusto ai soggetti con cui si deve interagire per far funzionare un POS su un distributore automatico.

Andremo ad evidenziare non solo gli aspetti economici in senso stretto ma anche altri elementi di tipo operativo che hanno un impatto spesso molto significativo nel computo della marginalità generale.

Costi

La dimensione dei costi è probabilmente la più complessa. Quali costi possono gravitare intorno ad una soluzione POS per il Vending?

Costo del terminale

Costi fissi mensili gestione terminali

  1. Connettività
  2. Piattaforme cloud

Costi per transazione

  1. Costi % per transazione
  2. Costi con la formula interchange++

I costi per transazione rappresentano la parte che può nascondere le insidie maggiori. L’offerta con valore percentuale fisso è sicuramente la più semplice (anche se a volte non è la più economica) perché consente di conoscere i costi a priori. Su questa voce, chiamata “blended” perché l’acquirer si fa carico di compensare le differenze di costo tra le varie tipologie di carte, bisogna comunque fare attenzione ad eventuali costi nascosti “tra le righe” come, ad esempio, dei valori di costo fissi che si possono aggiungere alla componente percentuale (per transazione) o costi addizionali per la gestione di carte di pagamento non domestiche o business.

Ebbene ogni carta ha una sua commissione in base ad una serie di caratteristiche e loro combinazioni come:

  • Provenienza (le carte extra Euro sono soggette a commissioni di incasso più alte)
  • Circuito (esistono differenze tra Visa, Mastercard, America Express, JBC, ecc.)
  • Tipo di carta (Credito, Debito, Consumer, Business).

Per questa ragione, alcuni preferiscono formule blended all’interchange++. Infatti Interchange ++ indica che la commissione è composta da:

  • Interchange: commissione per l’issuer della carta (la banca del titolare della carta)
  • +: commissione per il circuito (VISA, Mastercard, ecc.)
  • +: commissione per l’acquirer.

I punti 2 e 3 dipendono, come indicato, dal tipo di carta e dalla provenienza geografica. Esistono combinazioni che possono determinare facilmente commissioni doppie rispetto a quelle standard. I valori delle commissioni del circuito e di interchange sono in realtà codificati e “pubblici”, quindi noti a priori. Poiché il loro valore in realtà dipende dal tipo di carta, circuito e provenienza è praticamente impossibile prevedere il costo finale se non a consuntivo.

 

INTEGRAZIONE DELL’ARCHITETTURA NEL VENDING

I POS utilizzabili nel Vending sono un sottoinsieme piuttosto ristretto del mondo infinito dei POS disponibili sul mercato. Ciò, per due motivi fondamentali:

Il Vending richiede terminali di tipo un-attended cioè studiati e certificati per un utilizzo non presidiato.

Il Vending richiede terminali con protocolli di comunicazione dedicati perché possano funzionare senza problemi con i distributori e relative periferiche.

Sul mercato esistono POS di tipo MDB che, pur conservando i limiti di un protocollo degli anni ’80 del secolo scorso, danno la possibilità di interagire con molti sistemi di pagamento e molti master. Il POS MDB è uno stand alone, vale a dire che posso spostarlo facilmente ma richiede una sua connettività (quindi un suo modem integrato e relativa SIM).

Esistono anche alternative seriali frutto di integrazioni verticali con alcuni produttori di sistemi cashless. Si tratta di soluzioni che offrono maggiore controllo e maggiore semplicità.

Il futuro guarda a soluzioni full-cloud e protocolli aperti che superino i limiti storici di MDB e semplifichino l’integrazione tra diversi fornitori.

Il protocollo SmartLink che sarà presentato dall’Associazione Euroropa di settore EVA (su idea e progetto di CONFIDA) andrà sicuramente in questa direzione.

 

LIBERI, TRASPARENTI, EFFICIENTI

Libertà

Maggiore è l’integrazione con sistemi esistenti, minore è la libertà di cambiare acquirer. I POS cosiddetti “certificati” (per il nostro settore sono praticamente solo gli MDB) consentono, almeno in linea teorica, di cambiare acquirer conservando la stessa dotazione hardware.

Fiducia

La fiducia da riporre verso i fornitori (hardware e acquirer) con cui sono legato non solo da un contratto ma da un vincolo hardware. Sappiamo che gli istituti finanziari hanno facoltà di cambiare le condizioni con comunicazioni unilaterali. Poiché nel Vending è spesso molto complicato cambiare la soluzione POS si rischia di rimanere in una condizione senza via di uscita. È quindi utile cercare di fissare le condizioni su orizzonti medio-lunghi.

Tecnica e Operatività

Le funzionalità del sistema POS devono essere adattate per il Vending, per quanto possibile, per consentire il controllo necessario e imposto dalla legge sui corrispettivi. È quindi utile verificare quanto tempo occorre per il setup del POS, quali possibilità di intervento tecnico in field sono disponibili, quanto è semplice e rapida l’attivazione del terminale, quali strumenti sono messi a disposizione per verificarne il normale funzionamento. La facilità d’uso e la possibilità di intervenire senza dover contare necessariamente su supporto esterno sono elementi molto importanti nella scelta della soluzione.

In definitiva, la scelta di una soluzione di pagamento nel Vending non è mai solo una questione di commissioni. È un equilibrio tra tecnologia, libertà di scelta e fiducia nei partner: elementi che determinano la sostenibilità e il successo di lungo periodo per ogni gestore.

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