L’impatto del Covid-19 sui bilanci delle aziende del Vending

Quali gli scenari economici per le imprese di gestione coinvolte nella pandemia? Abbiamo raccolto i dati di 10 aziende, simulando una serie di bilanci preventivi. Ecco cosa ne è uscito

 

Nelle prime settimane di gennaio 2020 in Cina, e in particolare a Wuhan, capoluogo e città più popolosa della provincia di Hubei, si sono verificati alcuni casi di polmonite causati da un nuovo Coronavirus, designato come SARS-CoV-2. È stato l’inizio di una rapida diffusione dell’epidemia, poi diventata pandemia, dapprima in Cina e poi in quasi tutto il pianeta.

All’inizio di maggio erano 187 gli Stati coinvolti, 3,5 milioni le persone contagiate, circa 250.000 i morti, mentre il “lockdown” è stato decretato in buona parte del mondo.

 

IL DRAMMA ITALIANO

In Italia l’emergenza Coronavirus è scoppiata il 21 febbraio con i primi casi a Codogno, nel lodigiano.

Il 24 febbraio è stato il giorno della chiusura di scuole e università in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, degli eventi cancellati, dei concorsi pubblici rinviati e dell’annullamento delle grandi manifestazioni.

Il 4 marzo abbiamo avuto la chiusura di scuole e università in tutto il territorio nazionale.

Il 9 marzo il premier Giuseppe Conte ha annunciato il decreto “Io resto a casa” e progressivamente una buona porzione del Paese si è fermata.

L’11 marzo sono state chiuse gran parte delle attività commerciali e l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato la pandemia.

Il 16 marzo è stato approvato il decreto “Cura Italia” e il 21 marzo si è arrivati alla chiusura di tutte le attività non essenziali.

Il 10 aprile vi è stato l’annuncio che la chiusura si sarebbe protratta fino al 3 maggio.

Finalmente il 4 maggio è arrivata una parziale riduzione del cosiddetto “lockdown” e la ripresa di una serie di attività.

 

IL VIRUS ABBATTE L’ECONOMIA

Tutte queste misure, prese per arginare lo sviluppo della pandemia, hanno avuto un impatto devastante non solo sulla vita delle famiglie ma anche sull’economia e sulle imprese. Per il primo trimestre 2020 l’ISTAT stima una flessione del Prodotto Interno Lordo pari al 4,7% nel confronto con i 3 mesi precedenti e del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per fine anno si prevede una riduzione del reddito prodotto di circa il 10-12%.

Ci sono Paesi europei messi anche peggio rispetto all’Italia: in Germania si stima una contrazione del PIL del 6,3% nel primo trimestre 2020, in Francia del 5,8% e in Spagna del 5,2%.

Poiché nei primi due mesi dell’anno c’era stata una leggera ripresa delle attività, si può dedurre che a marzo ci sia stata una riduzione pari almeno al 13-14%, che è proseguita con numeri maggiori anche ad aprile.

Naturalmente non tutti i settori sono stati colpiti allo stesso modo. Molte aziende industriali dell’alimentare, ad esempio, hanno visto addirittura aumentare il fatturato, mentre turismo, hotel, ristoranti ecc., sono stati tra i comparti che hanno sofferto maggiormente la crisi da Covid-19. Anche il Vending ha risentito moltissimo di questa situazione drammatica.

Al calo dei ricavi per effetto delle attività chiuse si sommano anche altri problemi specifici, come, ad esempio, i canoni concessori che continuano, in molti casi, a essere pagati nonostante la chiusura di scuole, università e uffici pubblici con relative mancate erogazioni dei distributori automatici installati.

 

L’ANALISI SULLE GESTIONI DEL VENDING

Abbiamo chiesto a 10 imprese di gestione quale sia stato l’impatto di questa crisi del tutto particolare sull’attività di distribuzione automatica nel mese di marzo e abbiamo domandato loro anche delle previsioni per il futuro. Naturalmente sui prossimi mesi regna l’incertezza: non sappiamo se con l’estate il virus perderà la propria virulenza, se funzioneranno le misure di distanziamento sociale o se invece saranno necessari nuovi lockdown, se l’epidemia ripartirà in autunno o se nel frattempo saranno state scoperte delle terapie efficaci o se addirittura sarà pronto un vaccino. Abbiamo provato a fare delle ipotesi e a sviluppare delle simulazioni per cercare di calcolare l’impatto di questa emergenza sui bilanci.

Dieci aziende del Vending italiano hanno messo a disposizione i loro dati relativi al mese di marzo, in particolare sulla riduzione dei ricavi e le altre voci di costo.

Naturalmente questo campione non ha la pretesa di essere statisticamente rappresentativo, ma ci permette ugualmente di fare delle simulazioni.

Il crollo dei ricavi

Da questo panel di gestioni emerge che la riduzione dei ricavi nel mese di marzo è stata del 40-50%, mentre per il mese di aprile la previsione di riduzione è stata fino al 70-80%. Ovviamente non è possibile ridurre tutti i costi nella stessa proporzione: alcuni costi sono variabili – come, ad esempio, i prodotti erogati – altri invece sono fissi, come ammortamenti, affitti, ecc., altri ancora sono semivariabili, per altri, come costo del lavoro, sono previsti strumenti di flessibilizzazione tipo la cassa integrazione.

Abbiamo provato a ipotizzare l’impatto sul bilancio in due casi distinti.

Il primo è quello di un’azienda con un fatturato annuo di 3,5 milioni di Euro e con un ROS (Return on sales) dell’8%, di poco superiore a quello medio delle aziende “Top 100” del Vending italiano che, nell’ultima edizione dell’analisi fatta su Vending Magazine a inizio anno, risulta essere del 7,16%.

Il secondo caso è quello di un’impresa che ha il conto economico medio delle aziende che si sono classificate nei primi 10 posti negli “Oscar del Vending” (vedere la classifica e relativo studio su VM n. 362, ndr); realtà, quindi, con performance economico-finanziarie nettamente superiori alla media.

Abbiamo quindi fatto delle simulazioni, calcolando il conto economico medio mensile in entrambe le situazioni (dividendo il bilancio annuale per 11,5) in assenza di Covid-19 e poi evidenziando l’impatto della riduzione delle attività sui risultati del mese di marzo 2020.

Abbiamo poi calcolato il risultato anche per i mesi di aprile e maggio e infine abbiamo sviluppato la simulazione fino a fine anno, ipotizzando una progressiva riduzione dell’emergenza.

Analisi di bilancio

La riduzione del fatturato nel mese di marzo del nostro campione di aziende risulta essere del 44%. La riduzione nel mese di aprile è pari al 78%, mentre per il mese di maggio l’ipotesi è di un -40%. Per i mesi successivi la riduzione si attenua progressivamente, arrivando a un -15% negli ultimi mesi dell’anno.

I costi variano secondo dei parametri che ci sono stati indicati dalle aziende che hanno collaborato con la nostra analisi.

Il costo delle merci è correlato con l’andamento dei ricavi, mentre per altri costi la corrispondenza è minore. In particolare la riduzione del costo del personale nel mese di marzo è stata solamente del 13,35%, a fronte di una riduzione del fatturato del 44%. Questo per vari motivi: ad esempio i pagamenti degli stipendi nonostante fosse già stata richiesta la cassa integrazione o, comunque, il mantenimento delle proprie risorse umane che si è cercato di sostenere in una situazione così difficile. Nei mesi successivi si è ipotizzata una maggiore correlazione rispetto alla variazione dei ricavi.

Azienda da 3,5 milioni di ricavi

La prima ipotesi fatta è stata quella dell’azienda da 3,5 milioni di ricavi, con un ROS dell’8%.

Il bilancio preventivo 2020, nell’ipotesi di assenza di Covid-19 e con impatto Covid-19 è il seguente:

 

Bilancio preventivo 2020 – Azienda con Ros 8% – Senza impatto Covid-19

 

Conto
 Economico annuale 2020

Conto
Economico mensile 2020

Valore della produzione

3.500.000

304.348

Costi della produzione

3.209.960

279.127

Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

1.144.692

99.538

Servizi

961.092

83.573

Godimento di beni di terzi

113.177

9.841

Personale

580.038

50.438

Ammortamenti e
svalutazioni

291.212

25.323

Oneri diversi di gestione

119.748

10.413

Differenza tra valore e costi della produzione

290.040

25.221

Proventi e oneri finanziari

 

 

Risultato prima delle imposte

290.040

25.221

 

 

Bilancio preventivo 2020 – con impatto Covid-19

 

Conto
 Economico marzo 2020

Conto
Economico aprile 2020

Valore della produzione

168.237

304.348

Costi della produzione

215.366

160.703

Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

55.023

21.898

Servizi

72.353

64.003

Godimento di beni di terzi

9.841

9.841

Personale

43.703

30.767

Ammortamenti e svalutazioni

24.918

25.323

Oneri diversi di gestione

9.528

8.870

Differenza tra valore e costi della produzione

-47.128

-93.747

Proventi e oneri finanziari

 

 

Risultato prima delle imposte

-47.128

-93.747

 

Per un’azienda di questo tipo l’impatto è devastante: si passa da un risultato operativo mensile di circa 25.000 Euro a una perdita operativa di 47.000 Euro nel mese di marzo e di quasi 94.000 nel mese di aprile. In questa simulazione non sono stati considerati gli effetti finanziari e cioè il rischio per la tenuta finanziaria dell’impresa. In una situazione di questo tipo è evidente che gli interventi devono essere radicali per la sopravvivenza dell’impresa di gestione.

Nell’ulteriore simulazione si è ipotizzata una progressiva riduzione dell’impatto del Covid-19 nel corso dell’anno, con la riduzione del fatturato a maggio del 40% e progressivamente un recupero parziale fino al -15% di ottobre, novembre e dicembre. La riduzione media dei ricavi in tale ipotesi, considerando anche gennaio e febbraio che non hanno subito una conseguenza negativa, è pari a -26,6%.

 

Bilancio preventivo 2020 – con impatto Covid-19

 

Conto Economico 2020

Valore della produzione

2.566.716

Costi della produzione

2.779.541

Materie prime, sussidiarie,
di consumo e di merci

864.686

Servizi

877.087

Godimento di beni di terzi

113.177

Personale

514.159

Ammortamenti e svalutazioni

290.807

Oneri diversi di gestione

119.624

Differenza tra valore e costi della produzione

-212.825

Proventi e oneri finanziari

0

Risultato prima delle imposte

-212.825

 

In questa ipotesi il 2020 si chiuderebbe con una perdita operativa di 212.000 Euro. È giusto dire che le variabili da considerare sono molte.

Quello che si può fare, in termini di programmazione aziendale, è prevedere 3 o 5 scenari diversi e per ognuno verificare gli impatti sulla tenuta economico-finanziaria, in modo tale che si possa intervenire tempestivamente con dei piani operativi che riescano a comprendere anche decisi tagli dei costi. La tempestività è fondamentale, senza però dimenticare la continuità aziendale. Una sforbiciata eccessiva dei costi, infatti, potrebbe anche pregiudicare la successiva ripresa. Ci sono variabili che sono delle incognite. Facciamo un esempio. Le scuole riprenderanno? E quando? E con che modalità? Quanto impatterà sui consumi del Vending?

Azienda “Oscar del bilancio – 2018”

La successiva analisi riguarda l’impresa di gestione che ha i dati contabili medi delle aziende classificate ai primi 10 posti nella classifica degli “Oscar di Bilancio – 2018”.

Il bilancio preventivo 2020 in questo caso sarebbe il seguente, ipotizzando in prima battuta la non presenza della pandemia.

Bilancio preventivo 2020 – Azienda “Oscar del Vending” – Senza impatto Covid-19

 

Conto
Economico annuale 2020

Conto
Economico mensile 2020

Valore della produzione

5.000.000

434.783

Costi della produzione

4.028.147

350.274

Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

1.434.451

124.735

Servizi

1.204.376

104.728

Godimento di beni di terzi

141.826

12.333

Personale

726.865

63.206

Ammortamenti e svalutazioni

364.928

31.733

Variazione delle rimanenze di materie prime

5.641

490

Oneri diversi di gestione

150.060

13.049

Differenza tra valore e costi della produzione

971.853

84.509

Proventi e oneri finanziari

38.052

3.309

Risultato prima delle
imposte

1.009.905

87.818

 

Nel prospetto successivo abbiamo evidenziato l’impatto del Covid-19 sui conti economici di marzo e aprile.

 

Bilancio preventivo 2020 – Azienda “Oscar del Vending” – con impatto Covid-19

 

Conto
Economico
marzo 2020

Conto Economico aprile 2020

Valore della produzione

240.339

95.652

Costi della produzione

270.153

201.490

Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

69.222

27.550

Servizi

90.668

80.205

Godimento di beni di terzi

12.333

12.333

Personale

54.766

38.555

Ammortamenti e svalutazioni

31.225

31.733

Variazione delle rimanenze di materie prime

0

0

Oneri diversi di gestione

11.940

11.115

Differenza tra valore e costi
della produzione

-29.814

-105.838

Proventi e oneri finanziari

3.309

3.309

Risultato prima delle imposte

-26.505

-102.529

 

Anche in un’azienda coi fondamentali economici molto solidi la situazione che si è venuta a creare ha determinato in due mesi una perdita operativa di 129.000 Euro.

Infine, è stato sviluppato lo scenario descritto in precedenza e sono stati utilizzati gli stessi parametri per calcolare il conto economico a fine anno.

 

 

Bilancio preventivo 2020 – Azienda “Oscar del Vending” – con impatto Covid-19

 

Conto Economico 2020

Valore della produzione

3.666.737

Costi della produzione

3.487.100

Materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

1.086.553

Servizi

1.099.107

Godimento di beni di terzi

141.826

Personale

644.309

Ammortamenti e svalutazioni

364.420

Variazione delle rimanenze di materie prime

981

Oneri diversi di gestione

149.905

Differenza tra valore e costi della produzione

179.636

Proventi e oneri finanziari

38.052

Risultato prima delle imposte

217.689

 

In questo caso a fine anno abbiamo un utile operativo di 179.000 Euro, a cui si aggiungono anche dei proventi finanziari (previsti nei bilanci utilizzati per il calcolo della nostra azienda media “Oscar del Vending”). I proventi potrebbero, però, ridursi per effetto della mutata dinamica finanziaria.

È evidente che, in ogni caso, un’azienda solida, con i fondamentali economici e finanziari in ordine, può resistere anche agli impatti più dirompenti e inaspettati.

 

NOTA METODOLOGICA

Per questo studio sono stati analizzati i dati di 10 imprese di gestione del Vending italiano. Per dovere di cronaca e per poter interpretare meglio i contenuti dell’articolo, segnaliamo che di queste aziende due hanno espresso nel 2018 fatturati superiori a 25 milioni di Euro; cinque sono comprese nel range di fatturato tra i 4 i 7 milioni di Euro; due sono nelle fascia che va dai 3 ai 4 milioni di Euro; 1 ha un fatturato inferiore al milione di Euro e non compare nell’ultima classifica delle “Top 100”.

L’area geografica coperta dal servizio Vending delle aziende del panel fa riferimento alle seguenti regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Umbria, Lazio, Campania e Puglia.

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