Sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 2026 sono stati pubblicati, infatti, il testo coordinato e la legge di conversione del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione, cosiddetto DL PNRR 2026.
All’interno del provvedimento, all’articolo 14-bis, sono presenti anche le disposizioni in materia di piatti, posate e agitatori per bevande in plastica riutilizzabili destinati a entrare in contatto con alimenti.
In particolare, al comma 1 dell’art. 14-bis introduce la seguente regola per gli agitatori per bevande (tra cui sono comprese le palette in plastica per il Vending): “1. Nell’ambito dell’attuazione della direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, i piatti, le posate, le cannucce e gli agitatori per bevande in plastica sono considerati riutilizzabili e idonei a garantire effettivi molteplici utilizzi per gli stessi scopi per cui sono stati concepiti e sono commercializzabili come tali a condizione che corrispondano alle seguenti caratteristiche tecniche: […] d) per gli agitatori in plastica per bevande: rapporto tra peso e lunghezza superiore a 0,5 grammi per centimetro”.
Sebbene non si tratti di un divieto ma di un’indicazione di produzione, il rapporto peso/lunghezza che stabilisce tale provvedimento renderà molto difficile la realizzazione di palette in plastica per il Vending. Al comma 2 si precisa che: “2. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere dal 365esimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e nel rispetto della normativa vigente in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti”.
Fermo restando che – come costi, disponibilità e provenienza della materia prima – la soluzione migliore per il Vending resta la plastica, ci saranno da valutare, giocoforza, delle alternative. Plastica bio, legno, bambù e carta hanno vantaggi e svantaggi. Starà al gestore scegliere la soluzione più affine alle proprie esigenze e fare affidamento ai propri fornitori abituali.
Fonte: www.confida.com