Pagamenti elettronici: serve un cambio di passo

Lovo Albiero

Durante l’assemblea annuale di Confida, tenutasi lo scorso 17 maggio a Fontanellato, il presidente Massimo Trapletti ha evidenziato un dato interessante: in Italia i pagamenti elettronici (carte, Satispay, etc.) hanno superato quelli in contanti, 43% contro 41%, con il restante 16% rappresentato da bonifici e strumenti bancari tradizionali.

Ripenso a un paio di anni fa quando un cliente di piccole dimensioni chiamò in azienda manifestando l’incapacità di acquistare dal distributore automatico per mancanza di monete… Già, il contante, soprattutto in moneta, gira sempre meno ma resta un problema da affrontare ogni giorno per le nostre imprese. Per renderlo mano impattante, nelle postazioni aziendali con clienti abituali sono state introdotte APP che permettono di ricaricare il borsellino elettronico sia con contante che con strumenti digitali. Tutti i fornitori di soluzioni con APP concordano che il volume ricaricato con moneta elettronica è ormai ampiamente superiore rispetto a quelle effettuate con il cash.

Nelle location ad alta affluenza, come aeroporti e stazioni, i POS sono presenti da tempo, ma l’offerta proposta dai costruttori ai gestori è stata finora poco evoluta e troppo costosa. Finalmente, però, si intravedono soluzioni più accessibili, pensate anche per le realtà medio-piccole. Per questo credo sia giunto il momento, per ogni collega gestore, di cominciare a testare i POS. Serve familiarità, serve esperienza sul campo e soprattutto serve iniziare a soddisfare quella parte di clientela, sempre più numerosa, che già oggi si aspetta questo servizio.

Una riflessione va fatta anche sui lettori di banconote: ha ancora senso investirci? O non sarebbe forse più efficace destinare quelle risorse economiche proprio all’installazione dei POS?

Il futuro del Vending è sempre più chiaramente “cashless”. Il giorno in cui il distributore sarà privo di moneta e banconote non saremo di fronte solo un’innovazione tecnica, ma constateremo con mano il risparmio di costi senza più le onerose operazioni di conteggio e movimentazione dei sacchetti di moneta. Magari un buon punto di partenza per questa evoluzione del servizio potrebbero essere quelle postazioni dove oggi il furto rappresenta un rischio costante.

Serve un cambio di passo. Il mercato lo chiede, i clienti lo premiano. Tocca a noi decidere se restare ancorati al contante… o aprire davvero al futuro del Vending. Il momento di partire è adesso.

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