Caffè Borbone: fatturato in crescita del +10% nei primi nove mesi del 2024

Marco Schiavon

Caffè Borbone ha chiuso il terzo trimestre dell’anno in corso con ricavi a 243,1 milioni di euro, in aumento del 10% rispetto allo stesso periodo del 2023. Continua lo sviluppo del canale GDO (Grande Distribuzione Organizzata), canale di vendita nel quale Caffè Borbone si conferma leader di mercato nel comparto delle cialde e secondo marchio nel settore monoporzionato (fonte Nielsen).

Le vendite digitali continuano a registrare ottime performance, con incrementi sia sull’e-commerce ufficiale che su altre piattaforme specializzate e su Amazon, dove Caffè Borbone risulta best-seller in tutta la categoria “Alimentari”. Anche il mercato estero è in espansione, con incidenza sul fatturato in aumento.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti nei nove mesi e ci prepariamo a un 2025 sfidante per il settore del caffè, un futuro che affronteremo con il solito impegno ed entusiasmo nel dare a tutti la possibilità di avere esperienze di gusto uniche, ogni giorno. Amplieremo l’offerta dei prodotti a marchio Caffè Borbone e manterremo alti gli standard di qualità e sostenibilità che contraddistinguono i nostri prodotti, e prospettiamo una chiusura dell’anno con risultati molto positivi.” ha dichiarato Marco Schiavon, Amministratore Delegato di Caffè Borbone.
Questi ottimi risultati arrivano in un momento in cui il costo della varietà Robusta è più che triplicato, e quello dell’Arabica è aumentato del 30% rispetto al 2023. Tutto questo è dovuto ad alcune manifestazioni climatiche dannose per le coltivazioni dei principali paesi di approvvigionamento; a ciò si aggiungono le sfide logistiche, come il blocco dei porti e la carenza globale di container, che ostacolano il movimento del caffè in tutto il mondo, con effetti maggiori in Europa. Nel corso di quest’anno non abbiamo trasferito l’aumento dei costi sul consumatore finale, mantenendo una crescita dei volumi assolutamente positiva, e anche in futuro ci impegneremo per contenere il più possibile l’aumento dei costi del caffè, nonostante le difficoltà di approvvigionamento della materia prima.” conclude Schiavon.

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