IL TAR BOCCIA DEFINITIVAMENTE LE ORDINANZE DEL COMUNE DI RIMINI CONTRO I DISTRIBUTORI H24

Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Emilia-Romagna, dopo la precedente sospensiva, con la sentenza 00628/2026 ha annullato definitivamente le ordinanze con cui il Comune di Rimini aveva imposto la chiusura notturna dei distributori automatici di alimenti e bevande, accogliendo il ricorso presentato dalla società Coffee Art di Alessandro Battiato, patrocinato dallo studio legale ADR firm e col coordinamento di CONFIDA.

La sentenza del Tribunale Amministrativo dell’Emilia Romagna è particolarmente importante e destinata a far giurisprudenza perché chiarisce inequivocabilmente che: “Il Sindaco, al fine di assicurare il soddisfacimento delle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti […] può disporre […] con ordinanza contingibile e urgente limitazioni in materia di orari di vendita […] degli esercizi del settore alimentare […] ma solo “per un periodo comunque non superiore a trenta giorni”.

Il Comune di Rimini invece ha reiterato la medesima ordinanza per ben 10 volte consecutive e su questo punto la sentenza del TAR è molto chiara quando dice : “[..]la stessa difesa del Comune cade in contraddizione laddove sostiene che la reiterazione, non espressamente vietata dalla norma, sarebbe consentita dalla persistenza dei relativi presupposti, previsti dalla disposizione normativa e rappresentati negli atti gravati: invero, da un lato, la persistenza dei presupposti per l’adozione dell’ordinanza -aggregazione serale notturna e conseguente disturbo della quiete pubblica – dimostrerebbe proprio che lo strumento utilizzato, nonostante la plurima reiterazione, è risultato inefficace; dall’altro, si dimostra infondata (o, comunque, contraddittoria) l’affermazione, contenuta nelle ordinanze gravate secondo cui le misure già adottate sarebbero “idonee alla risoluzione, mitigazione e contenimento dei fenomeni di degrado”, disvelando l’intenzione di rendere permanente una misura che il legislatore ha voluto temporalmente limitata”.

Un’importante vittoria del Vending contro una prassi, diffusa purtroppo anche in altre Amministrazioni Comunali, di reiterare una ordinanza di trenta giorni non garantendo così, come scrive il TAR,una effettiva tutela del soggetto leso dai provvedimenti in questione, la cui ridotta efficacia temporale (ma più volte reiterata con l’adozione di un nuovo atto) non risulterebbe compatibile nemmeno con la tutela cautelare collegiale ex art. 55 CPA, in quanto la pronuncia medesima giungerebbe sempre dopo la scadenza dell’efficacia temporale dell’atto gravato”.

 

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