La crisi da Covid-19 “morde” i grossisti del Vending. Tutti i parametri sono negativi. Cresce praticamente solo chi ha il core business nel caffè porzionato. Previsioni ottimistiche per la chiusura del 2021

 

Siamo arrivati alla quarta edizione dello studio sulle “Top 25” Rivendite del Vending italiano, quest’anno su base fatturato 2020.

La ricerca – inaugurata nel 2018 da VM – viene affinata ogni volta grazie alla partnership con Cerved, il più grande Information Provider in Italia e una delle principali agenzie di rating in Europa.

Le aziende rientranti nel ranking delle “Top 25” sono costituite, nella maggior parte dei casi, in forma di società di capitali (S.r.l. o S.p.a.). I dati provengono dai bilanci depositati presso Infocamere (Camere di Commercio) e sono, pertanto, di dominio pubblico. Sono entrate nello studio anche le rivendite costituite in forma di società di persone (S.a.s. e S.n.c.) o ditta individuale e non soggette, quindi, all’obbligo del deposito dei bilanci. Tali aziende, da noi interpellate, ci hanno cortesemente fornito i dati che hanno consentito il loro inserimento nel ranking.

Nel caso di imprese che esercitano, allo stesso tempo, sia la gestione che la rivendita, per quanto possibile abbiamo isolato il dato della rivendita secondo quanto indicato sui bilanci (o con l’ausilio delle aziende interessate).

 

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Come per le “Top 100” Imprese di gestione, anche il giro d’affari complessivo delle Rivendite “Top 25” ha risentito della crisi economica da Covid-19. L’ammontare complessivo del fatturato è stato, nel 2020, di 255.978.212 €uro, con un calo del 13,1% rispetto al ranking del 2019 pubblicato sul n. 370 della rivista (dicembre 2020) che aveva espresso ricavi per 294.664.474.

Rispetto allo studio dello scorso anno, sono entrate in classifica due nuove aziende – Di Donato Vending S.r.l. e Vending Service S.r.l. – che hanno soppiantato Medibreak S.r.l. e R.R. Vending S.r.l.

Il trend negativo viene confermato anche se si confrontano i ricavi delle “Top 25” di quest’anno con quelli espressi da queste stesse aziende nel 2019 (al di là che comparissero già nella classifica o meno). Il calo è risultato, infatti, pari a -12,93%.

 


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