Il fatturato consolidato di IVS Group del 1° semestre 2020 ammonta a Euro 161,6 milioni (di cui Euro 140,9 milioni derivanti dall’attività caratteristica del Vending), con un calo del 30,4% rispetto ai Euro 232,1 milioni del 2019 (di cui Euro 211,3 milioni nel Vending).

I ricavi vending calano del 32,9% in Italia, del 39,1% in Spagna, del 29,7% in Francia, del 29,4% in Svizzera. In calo anche il fatturato della CGU Coin Service (-18,0% circa), che include Moneynet (acquisita a luglio 2019), mentre calano le vendite nel business principale della moneta metallica (-31% circa) e della moneta digitale della controllata Venpay (-58%).

Tutti i cali nelle diverse aree di business sono legati agli effetti delle contromisure adottate per il contenimento della pandemia Covid-19 e dal conseguente forte rallentamento, in alcuni casi blocco totale, seppure con diverse tempistiche nazionali, di molti settori di clientela a cui si rivolgono le attività del gruppo IVS.

Nel primo semestre 2020 sono state perfezionate 3 acquisizioni, in Italia, per un Enterprise Value complessivo di circa Euro 6,0 milioni, oltre ad un affitto d’azienda in Sicilia, che contribuisce per circa Euro 3,4 milioni di fatturato da inizio anno, ma con EBITDA pressoché nullo.

L’Utile netto consolidato a giugno 2020 è pari a Euro 3,8 milioni, in calo (-69%) da Euro 12,3 milioni del 2019.

La Posizione finanziaria netta è negativa per Euro 383,0 milioni, in miglioramento di circa Euro 11,5 milioni rispetto a Euro -394,5 milioni a fine marzo 2020 e di circa Euro 3,0 milioni rispetto a Euro -386,0 milioni a fine 2019.

Sul piano economico, la struttura dei costi è stata quanto più possibile trasformata in variabile. Il costo del lavoro è stato ridotto mediante il ricorso ad ammortizzatori sociali. Il costo di affitti e positioning fees è stato in parte già rinegoziato e ridotto, ovvero sospeso in vista della ridefinizione dei termini contrattuali, anche in base a nuove specifiche norme approvate dai governi per l’applicazione delle positioning fees su contratti pubblici.

Tale attività, tuttora in corso, comporta una significativa riduzione degli oneri economici e, in taluni casi, una riduzione dei debiti finanziari (es. sui debiti associati a contratti di affitto, rientranti nelle nuove definizioni IFRS16).