Il 14 settembre ripartono le scuole dopo 6 mesi di lockdown. La Distribuzione Automatica è chiamata a una sfida ambiziosa: far coesistere fatturato e sicurezza. Le iniziative di Confida e dei produttori

Per chi suona la campanella il 14 settembre 2020? Sicuramente per gli oltre 8 milioni di studenti italiani che potranno finalmente fare ritorno sui banchi di scuola, dove mancano da fine febbraio quando le lezioni vennero sospese per limitare il diffondersi del Coronavirus.

Suonerà anche per le migliaia di docenti e collaboratori scolastici chiamati a gestire una situazione socio-sanitaria complessa e in continua evoluzione.

Ma la campanella suonerà anche per il Vending. E sì, perché la Distribuzione Automatica nelle scuole ci vive da sempre e con le sue macchine, cariche soprattutto di snacks e bevande, rappresenta il punto di ristoro più conosciuto e utilizzato dalla popolazione scolastica: il 20% del business del Vending in Italia è rappresentato, infatti, da questo comparto (Fonte Accenture/Confida). Una campanella che rischia, però, di avere un suono stridulo per gli operatori del nostro settore.

La situazione è presto descritta.

Mascherine, gel igienizzante, distanziamento, nuovi banchi e nuovi orari sono solo alcune delle indicazioni per la riapertura delle scuole; argomento che occupa da settimane le prime pagine di tutti i media spesso con toni enfatici e polemici. Il 14 settembre è stato trasformato in una sorta di D-Day per l’Italia.

 

IL PROTOCOLLO DI CONFIDA

I dirigenti scolastici sono chiamati, certamente, a svolgere un difficile compito: garantire la sicurezza per personale docente e studenti nel contesto dell’emergenza epidemiologica. Su di loro pende la responsabilità penale in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro, in quanto il Covid-19, in base all’articolo 42 del decreto-legge 18/2020, è equiparato a un infortunio sul lavoro.

In questo contesto così ingarbugliato si inserisce anche la riapertura dei distributori automatici presenti negli istituti scolastici.

La difficoltà pratica di adeguarsi alle nuove normative, l’incertezza ancora presente sulle stesse e il peso della responsabilità penale ha portato alcuni presidi a limitare o, ancor peggio, a vietare l’utilizzo dei distributori automatici negli istituti scolastici: indicazione non prevista da alcun documento ufficiale.

I distributori automatici, in special modo in ambito scolastico, hanno un’importante funzione sociale: garantiscono idratazione e ristoro ai ragazzi con prodotti sicuri, confezioni monouso e protette all’interno delle macchine.

Cosa accadrà per il Vending? La situazione rischia di diventare a “macchia di leopardo”: dipenderà dal preside che il gestore si troverà di fronte.

Una situazione troppo aleatoria a cui Confida ha provato a dare senso compiuto. In che modo?

Per fare chiarezza e agevolare il rapporto tra gestori e dirigenti scolatici sulla riapertura dei distributori, Confida ha realizzato un “Protocollo per il rifornimento e la gestione dei distributori automatici presso gli istituti scolastici”.

Lo scopo del documento è quello di descrivere le misure di prevenzione da adottare al fine di garantire la corretta gestione dei distributori automatici installati presso le scuole, nel rispetto delle regole di sicurezza per il contenimento della diffusione di Covid-19, nonché di tutelare la salute degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale.

Le indicazioni contenute nel protocollo tengono conto di quanto previsto dalla normativa di riferimento – decreti ministeriali, protocolli scuola/sindacati, “Piano scuola 2020 2021” del Ministero dell’Istruzione – a cui sono state aggiunge delle indicazioni specifiche per il nostro settore.

Il protocollo è a disposizione degli associati Confida (www.confida.com).

 

L’INIZIATIVA DI VENDING MAGAZINE

Anche Vending Magazine ha deciso di dare il suo contributo alla filiera. Per questo presentiamo, qui di seguito, una serie di novità di prodotto a uso scolastico (ma non solo…) che alcune grandi aziende hanno lanciato in occasione del “back to school”.

Come già detto, snacks e bevande sono il “core” del fatturato scolastico dei gestori. E anche per chi realizza merendine e succhi la sfida del post-lockdown è difficile e intrigante con la richiesta del piacere palatale (lo snack attira la golosità dei ragazzi) da abbinare alla sempre maggiore richiesta (da parte di scuole e famiglie) di ingredienti salutistici e di packaging eco-friendly.