Il Direttore Generale dello storico produttore romano di snack per il Vending analizza il mercato delle materie visto con gli occhi dell’industria. “Siamo di fronte a un contesto macroeconomico instabile, ma nessun prodotto o ricetta verranno modificati dalla nostra azienda. Siamo dalla parte dei gestori: gli aumenti di prezzo calmierati per non incidere sui consumi al distributore automatico”

 

Nicola Centra

a cura di Gabriele Picello – redattore capo per Commodities Trading

La crisi delle materie prime – tra aumento dei prezzi e carenza di approvvigionamento per il conflitto russo-ucraino in atto – sta mettendo a dura prova la capacità produttiva e la tenuta sul mercato delle più grandi aziende agro-alimentari italiane.

Per meglio comprendere la situazione attuale abbiamo intervistato uno degli indiscussi opinion leader nel comparto food del nostro Paese, il dott. Nicola Centra, Direttore Generale di Forno Damiani, società leader nel Vending nel campo della produzione di snack, che ci ha delineato con dovizia di particolari quanto sta accadendo.

 

La ripresa del Vending

Interloquendo con il dottor Centra si è percepita chiaramente la difficoltà del momento per le aziende di produzione, ma è stato lo stesso manager a lanciare un messaggio di concreto ottimismo al mondo della Distribuzione Automatica, parlando apertamente di un settore del Vending in recupero dopo il crollo indotto dalla pandemia: un’analisi che trova pienamente conferma nella ferma volontà dell’azienda romana di mantenere ad altissimi livelli il servizio garantito ai clienti del canale, senza abbandonare in nessun modo la qualità che contraddistingue da sempre i prodotti di Forno Damiani.

Abbiamo chiesto al dottor Centra se Forno Damiani avesse preso in considerazione – come fatto da altre società di settore – un’eventuale interruzione della produzione a seguito delle difficoltà che contraddistinguono il mercato. La risposta è stata un secco e perentorio “no”. “Forno Damiani – ci ha spiegato il dottor Centra – non sospenderà la produzione anche per non gravare sulla ripresa del settore del Vending. Abbiamo fatto un solo aumento di listino prezzi per gli operatori della Distribuzione Automatica con l’obiettivo di rientrare, almeno in parte, dall’impennata dei costi delle materie prime, ma si è trattato di un incremento esiguo che, speriamo, non dovrebbe subire ulteriori ritocchi nel breve-medio periodo. Vogliamo, infatti, sostenere senza tentennamenti la fase di superamento della pandemia con il ritorno alle lezioni scolastiche in presenza e la progressiva riduzione dello smart working per quanto concerne il mercato del lavoro. In questo senso, la crescita in atto fa ben sperare per il futuro del Vending, un settore che sta rientrando, man mano, nella sua normale routine quotidiana”.

La risposta alla crisi non è chiaramente limitata ai soli interventi economici. Come ben sappiamo, la carenza di offerta di alcune materie prime grava come un macigno sul settore produttivo e tra le derrate che maggiormente destano timori nelle forniture troviamo l’olio di girasole che, quando reperibile, risulta estremamente costoso. In tal senso, la strategia di Forno Damiani prevede il passaggio a prodotti alternativi come l’olio di oliva e, nel caso dei fritti, l’olio di palma.

 

Cause ed effetti dei rincari

Nella sua disanima, il dottor Centra ha sottolineato alcuni passaggi fondamentali nel percorso di aumento dei prezzi delle materie prime in questi ultimi mesi. “Il primo step è da far risalire tra settembre e ottobre 2021. In quel periodo, contraddistinto dalla piena ripartenza delle attività lavorative, vi era stato un forte aumento della domanda, mentre le condizioni climatiche avverse nei Paesi produttori avevano portato a raccolti contenuti. Contesto completamente diverso è quello palesatosi a partire da gennaio 2022. In questo caso, la crescita dei prezzi è stato indotta dal fortissimo aumento del costo dei trasporti e dell’energia, quest’ultima quasi raddoppiata.

A deteriorare ulteriormente il quadro complessivo, come possiamo ben immaginare, è, da fine febbraio, la tensione indotta dal conflitto tra Ucraina e Russia. Entrambi Paesi si collocano tra i grandi esportatori di prodotti agricoli come mais, frumento e olio di girasole: un elemento che ha letteralmente sconvolto le regole del mercato, innescando una elevatissima volatilità nei prezzi delle merci”.

 

Shrinkflation? Inapplicabile nel Vending

Concludendo l’intervista abbiamo chiesto al dott. Centra quale fosse la sua opinione in merito a una strategia commerciale implementata da numerose società di produzione del settore snack: stiamo parlando del cosiddetto fenomeno della “shrinkflation”, una parola che deriva dall’unione dei termini inglesi “shrink” (che vuol dire “restringere”) e “inflation” (“inflazione”). Per combattere l’inflazione galoppante (a marzo i prezzi al consumo hanno fatto registrare una crescita del 6,5%, con l’accelerazione imputabile prevalentemente ai beni energetici) e non dare al consumatore una sensazione di impoverimento tale da scoraggiare la spesa e quindi i consumi, è stata, infatti, già applicata da alcuni colossi dell’alimentare la pratica di ridurre la grammatura dei prodotti mantenendone inalterato il prezzo: ad esempio pacchetti di patatine con un numero di chips inferiore, barrette di cioccolato più piccole. A questo proposito, il dottor Centra ha precisato che Forno Damiani si muove sul mercato con una strategia commerciale adeguata al singolo canale di vendita. La shrinkflation non sarà implementata nel settore del Vending, mentre potrebbe essere utilizzata nel multipack dedicato alla Grande Distribuzione.

“Nel Vending – ha concluso il dottor Centra – una simile strategia sarebbe contro producente, in quanto i prodotti venduti attraverso i distributori automatici sono per definizione degli “spezza fame”, ragion per cui ridurne le grammature potrebbe costringere il consumatore a effettuare un secondo acquisto al fine di soddisfare le sue esigenze. Ciò potrebbe indurre il fruitore del d.a. ad abbandonare sia il prodotto che la fonte di approvvigionamento.

Il discorso cambia quando invece si parla di Grande Distribuzione: in questo caso, con i multipack, la strategia risulta applicabile, in quanto priva, o quasi, di conseguenze sull’utilizzatore finale che non sceglie praticamente mai il supermercato per fare acquisti ad impulso o legati ad esigenze immediate”.