Nella sessione di ieri i futures sul natural gas hanno infranto negli Stati Uniti il muro dei 6 dollari, registrando un massimo intraday di 6,318 dollari prima di terminare gli scambi a quota 5,826 dollari. Una performance resa possibile dalla speculazione alimentata dai timori relativi a una possibile crisi dell’offerta in vista dell’inverno.

Analizzando i singoli contratti, di estremo rilievo si è rivelata la scadenza del contratto ottobre 2021 che ha gettato benzina sul fuoco, inducendo i trader a chiudere le posizioni short sul gas prima dell’arrivo del freddo.

I prezzi del gas per il riscaldamento e per quello destinato alla produzione di energia stanno salendo alle stelle a livello globale a causa della crescente preoccupazione che le scorte non saranno in grado di soddisfare la domanda nell’emisfero settentrionale nel periodo invernale; le forniture sono particolarmente scarse in Europa e in Asia, ma anche gli Stati Uniti potrebbero trovarsi ad affrontare una carenza di offerta poiché le esportazioni aumentano e i produttori di gas tengono sotto controllo la produzione in risposta alle pressioni esercitate su di loro dagli investitori con l’obiettivo di ridurne il debito e aumentare i riacquisti di azioni.

Gary Cunningham, direttore delle ricerche di mercato presso Tradition Energy, ha sottolineato la presenza di un gran numero di speculatori e ha evidenziato come le opzioni call 9 e 10 dollari con scadenza gennaio e febbraio siano ancora scambiate attivamente e con premi elevati nonostante la situazione di domanda ed offerta non giustifichi prezzi a questi livelli.

In forte aumento anche i prezzi in Europa con i futures sul gas olandesi in crescita fino al 12%.

Fonte: Bloomberg

A cura di Gabriele Picello – www.commoditiestrading.it