Il pubblico consapevole di Ecomondo, manifestazione in corso fino all’8 novembre a Rimini, è l’occasione scelta da Venditalia per presentare lo sviluppo del progetto RiVending ideato da CONFIDA, COREPLA -Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica – e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche (Federazione Gomma Plastica) allo scopo di rendere sempre più sostenibile la “pausa caffè” di milioni di italiani).

Il progetto punta a creare un ciclo completamente circolare per bicchieri, palette e bottigliette d’acqua erogati dai distributori automatici diffusi in tutta Italia

Dopo l’avvio attraverso un progetto pilota nella città di Parma, l’obiettivo degli ideatori è quello di estendere RiVending sul territorio nazionale, contribuendo a creare, insieme all’effettivo recupero della plastica, anche una sempre più diffusa sensibilità al tema dell’economia circolare e ai semplici gesti che possono sostenerla concretamente.

Venditalia sarà attore principale per la realizzazione di questo progetto, promuovendo RiVending in tutta Italia. Il primo obiettivo, raggiungere l’installazione di 5mila punti di raccolta, è fissato nel 2020.

 I punti di raccolta, posizionati accanto alle vending machines, consentiranno di convogliare bicchierini e palette di plastica e dare il via alle fasi di riciclo vero e proprio. Si prevede che, in linea con i tempi tecnici del ciclo della plastica, tra due anni entreranno in circolazione i primi bicchieri di plastica riciclata realizzati con i materiali raccolti.

Per dare una visione concreta del progetto, allo stand di Venditalia a Ecomondo viene simulato l’avvio del processo, attraverso la presenza di un punto di raccolta accanto alle vending machines esposte.

Al progetto pilota di RiVending hanno già aderito realtà importanti; la prima esperienza ha coinvolto aziende ed enti presenti sul territorio di Parma e Provincia, tra i quali Comune di Parma, Università di Parma, Iren, Barilla e Gazzetta di Parma.

Ora tocca a Eni che ha scelto RiVending per dare impulso allo sviluppo dell’economia circolare anche attraverso il contributo dei propri dipendenti. Dalla raccolta di bicchierini e palette nelle aree break nelle sedi Eni a San Donato Milanese è possibile produrre una materia prima seconda selezionata, con cui Versalis – la società chimica di Eni – può alimentare l’impianto a Mantova che produce il polistirene espandibile con contenuto di riciclato. Viene data così nuova vita a prodotti importanti per la nostra quotidianità convertendoli, dopo l’utilizzo, in beni durevoli come pannelli di polistirene espanso per l’isolamento termico, che permette alle nostre case di ridurre i consumi energetici, ma anche imballaggi per elettrodomestici e mobili.

Ma le novità non si fermano qui. Gli ideatori del progetto hanno coinvolto un partner d’eccezione: ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – a cui verranno donate 5000 ciotole realizzate dal riciclo degli imballaggi in polistirolo. Una dimostrazione concreta che anche la plastica usa e getta, se opportunamente raccolta viene inserita in un circuito virtuoso di riciclo e non diventa nemica dell’ambiente e degli animali. Un progetto che premia il gesto di civiltà di tanti cittadini che facendo quotidianamente la raccolta differenziata, fanno un regalo all’ambiente e agli amici a quattro zampe.

“Un ambiente contaminato da plastica ed inquinamento uccide gli animali. La tutela della biodiversità e delle circa 55.000 specie viventi presenti in Italia impone ad ENPA di confrontarsi con questo problema, per la sua storia (fondata nel 1871 da Giuseppe Garibaldi) e per il suo ruolo di Associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente” – spiega Marco Bravi, Presidente di ENPA – che aggiunge: “La peculiarità del nostro Ente è strettamente operativa, basata su quel “fare” che ci porta a salvare, curare, accudire oltre 60.000 animali l’anno. In quest’ottica anche l’intervento sull’inquinamento plastico non può essere demagogico e guidato dai pregiudizi ideologici. Il problema cogente non è il rifiuto plastico in sè, ma la sua dispersione. Visto che anche le alternative, nel loro ciclo completo di vita, hanno un impatto economico ed ambientale, bisogna pragmaticamente considerare come priorità e soluzione più percorribile il recupero e il riciclo, creando un ciclo chiuso di economia circolare. In Italia, perché è qui che possiamo essere parte attiva. Per realizzare il progetto erano necessari partner di primo livello, con una credibilità a livello nazionale. Li abbiamo: ora l’obiettivo di trasformare un rifiuto pericoloso per l’ambiente in un prodotto che aiuta gli animali è realtà!”.