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Il Vending si prepara al futuro

Gustavo Prada Moroni

Il 2024 è l’anno della resa dei conti per il Vending, dopo mesi sospesi ad affrontare l’impensabile. Ci sarà un ritorno al passato, quando il bilancio delle società si reggeva solo su caffè e mezzo litro? Ci sarà un ritorno al futuro con le M&A? Ci saranno ancora le PMI di prossimità? Difficile fare previsioni che spesso vengono disattese. Oggi, intanto, all’inizio di quest’anno ci stiamo chiedendo: quando la “copertina” dell’inflazione non sarà più sufficiente a “riscaldare” i risultati economici delle aziende? Cosa succederà se la contrazione dei consumi in atto non sarà più compensabile con gli aumenti?

Dopo i rimbalzi di fatturato e utili, che nel 2023 hanno portato una ventata di ottimismo, rimangono sul terreno le questioni delle evoluzioni future.

Riporto il titolo di un quotidiano nazionale che mette sotto i riflettori come gli sconvolgimenti del mondo del lavoro stiano già riverberandosi sull’economia della Distribuzione Automatica: “Torre B svuotata, uffici subaffittati e coworking su cinque piani. La banca punta ad un risparmio dei costi, grazie anche allo smart working”. A Milano, capofila di tantissime tendenze, i cambiamenti sono in atto e si vedono. Nel quartiere più cool un modernissimo e bellissimo grattacielo si svuota, lasciando al buio il nuovo skyline e gli schermi dei moderni distributori.

Comunque, sono più le luci che le ombre visto che siamo in un periodo di piena occupazione, evidente segnale di un’economia in ripresa che interpella gli operatori del nostro settore. Come fiutare le opportunità di un mondo che cambia? Come intercettare il nostro spazio in un meccanismo in movimento?

Transizione ecologica, ESG environmental, social and governance, intelligenza artificiale, ricerca sempre più urgente del senso del lavoro e quiet quitting sono fenomeni in fermento, impossibili da ignorare, pena l’esserne travolti.

E, parafrasando un famoso filosofo, il futuro del Vending non si può prevedere, ma si deve preparare. Come? “Rischiando” di formarsi, con il coraggio di abbandonare abitudini obsolete per proiettarsi in un dinamico miglioramento. La formazione ci sottrae temporaneamente alla sicurezza che la materialità delle nostre occupazioni ci garantisce e ci impone uno sforzo di apprendimento che molti di noi hanno dimenticato. Per affrontare la fatica di assimilare nuove competenze è fondamentale porre alla base della nostra scelta una forte motivazione. Quale? Non una, ma molte, a seconda del nostro ruolo e di come viviamo il lavoro. Ognuno di noi è sollecitato in modo personale dai cambiamenti esterni e maturerà urgenze differenti, elaborerà dubbi e cercherà soluzioni diverse. Il comun denominatore di chi inizia un percorso di formazione è la fiducia riposta nelle proprie capacità, la forza di affidare a se stessi la responsabilità di risolvere le situazioni, non demandando ad altri il compito di scegliere per noi.

Conoscendo il Vending italiano sono sicuro che saprà far emergere motivazioni forti, efficaci e conti in ordine per traghettarsi nel futuro ancora una volta da protagonista.

 

 

 

Gustavo Prada Moroni
Responsabile Divisione Ho.Re.Ca. Espresso Service

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