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Il gusto e l’arte dell’ospitalità: un insegnamento per il Vending

Gustavo Prada Moroni

Questo numero di Vending Magazine verrà distribuito in anteprima durante la fiera Host di Milano (Padiglione 18 – Stand L96). È arrivato, quindi, il momento di spiegare l’avveniristica vela di Fuksas e di salpare per un importante viaggio attraverso il mondo dell’Ho.Re.Ca.

Il quartiere di fiera Milano-Rho rinnova l’appuntamento con l’hub mondiale dell’equipment e, da quando mi occupo di offrire un caffè di qualità a diverse realtà della ristorazione, non manco l’occasione per recarmi agli stand delle migliori aziende mondiali, tra torrefattori, produttori e costruttori.

Sorseggiare un caffè caldo, un cappuccino vellutato o assaporare un piatto equilibrato, familiare o innovativo, non è mai frutto del caso. Ogni esperienza di gusto è il risultato di un’accurata preparazione della bevanda o del piatto e della persona che li esegue. Questo è l’insegnamento principale che ho ricevuto dal lavoro sul campo. Gli appuntamenti presso i miei clienti ristoratori, pasticceri e pizzaioli si svolgono sempre in orari preclusi alla clientela e mi forniscono una sincera panoramica del dietro le quinte. Ho imparato così a familiarizzare con la programmazione, i ritmi e la gestualità dei professionisti dell’ospitalità. Questo lavoro impegnativo per dare i suoi frutti ed essere apprezzato richiede non poche qualità: meticolosità, resistenza alla fatica, creatività nella risoluzione dei problemi e, soprattutto, passione. Il format è vincente quando l’avventore si sente non solo soddisfatto ed esaudito, ma coccolato. Perché l’esperienza si realizzi appieno servono apparecchiature efficienti e moderne, prodotti di qualità, originali e genuini, persone qualificate e motivate. Gli incontri si aprono sempre con la degustazione della loro tazzina abituale e si traducono spesso in un invito a fermarmi a pranzo, perché orgogliosamente vogliono presentarsi ai fornitori non a parole, ma nel modo più semplice e diretto: offrendo un piatto cucinato con attenzione, aspettando un’opinione schietta sulla qualità e sul valore della consumazione e godendosi i complimenti sinceri di chi ha apprezzato la bontà delle loro creazioni. Dopo aver mangiato, ci si interroga sul gusto dei prodotti confrontando cibo, caffè e narrazione, perché un buon risultato ha bisogno di essere raccontato per attrarre il cliente e motivare chi ogni giorno si impegna nell’impresa dell’ospitalità.

Per i protagonisti del settore Ho.Re.Ca, il fornitore rappresenta una pedina fondamentale nello scacchiere del locale e deve essere completamente coinvolto nelle strategie di gioco. D’altro canto, un buon fornitore è in grado di rispondere con sollecitudine e flessibilità alle richieste, a volte estreme e complicate, del cliente in modo da essere “sempre” presente.

La mia esperienza da gestore proveniente dal Vending che si avventura nel mondo inesplorato dell’Ho.Re.Ca. è iniziata otto anni fa, quando ho capito di avere un distributore e un prodotto caffè spendibile per alcune particolari realtà della ristorazione.

Ben presto mi sono reso conto, però, che il Vending, e nel mio caso specifico il venditore, avrebbe dovuto imparare un linguaggio diverso. Per questo, l’immagine del cliente del supermercato è stata per me particolarmente illuminante. Nell’acquisto di un etto di prosciutto ci sono quelli che senza esitazione si buttano sulla prima busta di plastica impilata nel banco frigo e quelli, invece, che aspettano il loro turno, a volte anche parecchi minuti, di fronte all’attraente vetrina della salumeria. I ristoratori appartengono senza dubbio alla seconda categoria e, disciplinati, aspettano l’arrivo del sorridente “salumiere” per farsi aiutare nella scelta dal professionista che individua la risposta giusta ai loro gusti e che intuisce, ascolta e domanda in modo empatico per far emergere le proprie conoscenze. Nella ristorazione questo approccio richiede tempo e reattività, perché il cliente ti chiamerà ad orari improbabili e ti potrà chiedere una visita lampo nel week-end, anche solo per fare due chiacchiere sulla nuova bevanda o sulla possibilità di aggiungere una referenza per palati sofisticati o per un evento programmato all’ultimo minuto.

Sono costi che il Vending deve decidere se vale la pena affrontare come un investimento che potrà effettivamente avere ricadute positive sia per il fatturato, sia per la possibilità di aprire nuove frontiere in un mercato eterogeneo e ampio.

L’Ho.Re.Ca può, invece, offrire al Vending una nuova concezione del distributore automatico, rivelando i segreti per dare vita a una pausa caffè perfetta. Mutuare dal mondo dell’ospitalità la cura del cliente, l’attenzione al particolare e la curiosità per l’innovazione può essere la chiave di volta per creare una vera esperienza di gusto anche nel nostro settore.

 

Gustavo Prada Moroni

Responsabile Divisione Ho.Re.Ca. Espresso Service

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