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Il saluto a Franco Pavero: grande uomo di Vending

Lo scorso 10 marzo è mancato uno degli imprenditori che hanno segnato in maniera indelebile la nascita e lo sviluppo della Distribuzione Automatica nel nostro Paese. Con l’amico e socio Adriano Foglia ha dato vita a un connubio indissolubile che ha fatto di Sellmat un Gruppo leader nel Vending

 

Franco Pavero

Ci ha salutati con sobrietà e senza clamore, senza cercare la luce dei riflettori, rimanendo fedele al suo stile misurato, mai sopra le righe. Corretto e concreto. Serio e onesto. Era così, e così sarà sempre ricordato, Franco Pavero, capostipite del Vending in Italia, imprenditore illuminato e innovativo, mancato lo scorso 10 marzo all’età di 90 anni.

Franco Pavero, assieme all’inseparabile amico e socio Adriano Foglia, per la nascita e lo sviluppo della Distribuzione Automatica ha rappresentato la stella polare, una sorta di nume tutelare le cui intuizioni e scelte hanno scritto alcune delle più belle e significative pagine di storia del nostro settore per cui Franco e Adriano si sono sempre spesi tantissimo.

Originario di Pray Biellese, dopo una prima esperienza in banca e per qualche anno presso un’azienda tessile del suo paese natio, Franco Pavero, nei primi anni ‘60 del secolo scorso scoprì, assieme a Foglia, che alcune aziende stavano mettendo a punto delle macchine per il caffè automatiche funzionanti a moneta. Fino ad allora il servizio non esisteva e solo nelle industrie più strutturate la bevanda veniva distribuita in thermos dal “carretto del caffè” o portata da casa dagli operai. E proprio grazie a quella “folgorazione” e al forte spirito imprenditoriale di Foglia e Pavero nacque nel 1963 Sellmat, la prima azienda operante in Italia nei distributori automatici di bevande, oggi Gruppo leader di settore nel nostro Paese. I due presero parte alla messa a punto, allo sviluppo e al perfezionamento delle macchine, fino a farle diventare strumento funzionale ed efficace da proporre nei luoghi di lavoro come ristoro per le maestranze. Il Vending era allora agli albori e il signor Franco amava ricordare che Luciano Pensante della Prontofoods veniva spesso di persona da Brescia nella prima sede di Sellmat a Borgosesia con i campioni di latte e cioccolata nel baule della macchina.

Franco Pavero e Adriano Foglia, sempre votati all’innovazione, hanno cavalcato tutte le novità che si sono presentante sul mercato a cominciare dalla Faema E61 e dalla Liofaemina di Ernesto Valente con la quale portarono per primi il caffè negli uffici installando in pochi anni migliaia di macchine.

Alla fine degli anni ’60 e nei primi anni ’70 fondarono diverse società di gestione: tra le altre Smat a Torino con Giampiero De Dominicis, Sabib a Biella con Natale Palmas, Mabel a Firenze con Ugo Sassettoli ed Ettore Marzolo e DAEM a Bologna con Lino Bernasconi. Con il signor Lino nacque un’amicizia e un sodalizio duraturi che hanno permesso a Buonristoro di diventare una delle più importanti imprese di gestione del Vending italiano.

Quando alla fine degli anni ‘70 Dino Macchi e l’ing. Stefano Piana, proprietari della SoPiMa, vennero a proporre la Unoper, prima macchina a capsule al mondo, Franco e Adriano intravidero subito l’opportunità di offrire il vero caffè espresso anche negli uffici, facendo così nascere il settore OCS in Italia. Finanziarono e rilanciarono la SoPiMa, che aveva già investito molto per macchinari e stampi con cui produrre la capsule, e Macchi divenne poi un loro amico fraterno oltre che socio in altre iniziative imprenditoriali di successo come Mitaca, Break Point, Methodo e Aromatika.

Franco Pavero è stato anche attivo in Confida, associazione in cui credeva molto e che riteneva fondamentale per la difesa e la crescita di tutto il Vending. Ha ricoperto il ruolo di consigliere dal 1979 al 2002.

Nel corso della sua carriera imprenditoriale ha poi diversificato gli investimenti, ma il cuore e l’impegno principale sono sempre rimasti nel Vending.

Era una persona dinamica e schietta ma riservata. Ha dedicato la sua vita al lavoro, alla famiglia e al tempo libero con gli amici. Era amante delle camminate in montagna e del gioco del golf che lo ha appassionato molto nella seconda parte della sua vita e nel cui ambiente aveva stretto molte amicizie.

Era sempre rimasto legato alla sua amata Valsessera, facendo parte del Club Alpino italiano e restando attento alle esigenze del paese.

“Ci ha trasmesso valori importanti come l’impegno e la dedizione al lavoro, ma anche lo spirito di unità familiare. Il grande vuoto che papà ha lasciato non ci impedirà di proseguire la strada che lui, insieme ad Adriano Foglia, ha tracciato a partire dal 1963, dando vita alla Distribuzione Automatica in Italia. Tutti noi lo ringraziamo per gli insegnamenti e l’ironia che con passione ha trasmesso ogni giorno a tutti quelli che hanno avuto il privilegio di lavorare con lui”, raccontano i figli Carlo e Renato (che oggi rappresentano, la seconda generazione al timone di Sellmat) e Nicoletta a nome dei dipendenti e collaboratori del Gruppo.

Franco Pavero era affezionatissimo e orgoglioso dei suoi nipoti, che lo hanno apprezzato e amato come un nonno che ha lasciato loro un importante esempio di vita.

La redazione di Vending Magazine, si stringe nel cordoglio alla famiglia Pavero, ricordando il signor Franco, grande imprenditore e uomo per bene.

 

RICORDI E ANEDDOTI DEGLI AMICI DI UNA VITA NEL VENDING

“Ho conosciuto Franco Pavero nel lontano 1971. Allora ero un baldo giovane di 29 anni che ricopriva il ruolo di Presidente del CRAL Pavesi di Novara e lui, insieme al suo amico e socio Adriano Foglia, era un imprenditore emergente in qualità di amministratore di Sellmat, società che gestiva il servizio di Distribuzione Automatica all’interno dell’importante gruppo novarese Pavesi-Pai-Epea (Autogrill) dove io allora lavoravo.

Racconto questa nostra storia, perché mi serve per far comprendere come da un episodio di seria contrapposizione commerciale sulle condizioni economiche del servizio prestato, grazie al suo sesto senso e al pragmatismo imprenditoriale sorse in breve tempo un rapporto di stima, di sintonia di pensiero, di cordialità e poi di amicizia che sfociò per me in un progetto di lavoro nel mondo del Vending. È così che di fatto nacque la Mabel di Firenze. Scoprii, nei mesi successivi, il “sistema” di Franco e Adriano da cui presero forma le esperienza di gestione del rag. De Dominicis, di Lino Bernasconi, del rag. Natale Palmas e del Cav. Gianni Orzan.

Il “metodo” di business di Franco e Adriano – basato su società controllate/partecipate – ha creato il Vending italiano, settore diventato poi leader mondiale grazie anche alla loro visione imprenditoriale, all’intelligenza operativa e all’attenzione alla qualità delle attrezzature e dei prodotti. Sellmat allora era il gruppo più importante (senza esserlo dal punto di vista societario). Noi soci operativi diventammo subito amici ed eravamo innamorati del nostro lavoro.

Franco e Adriano sono stati i miei maestri: due pionieri, due visionari creativi.

Partiti nel 1963 dai cosiddetti distributori automatici tradizionali, gli unici allora esistenti (Faema E61, Vendo Coca-Cola), hanno inventato e lanciato il segmento OCS.

A loro, e a noi soci operativi, si deve il successo della Liofaemina, della Bras, della Unoper (poi diventata Espresso Point Lavazza) e più recentemente di Itaca/Mitaca (oggi Illy).

Franco era diverso da Adriano, ma in perfetta simbiosi: si completavano ottimamente. Finiva di parlare uno e continuava l’altro.

Imprenditori di rara intelligenza, hanno saputo sublimare questo rapporto trasferendo ai figli la loro stessa amicizia, la lealtà nel comune interesse e l’identica passione per il lavoro e per la Sellmat.

Franco era un uomo di spirito, amante della battuta e raccontava spesso gli aneddoti che sentiva dai suoi amici d’infanzia di Pray al bar del paese.

Franco era un uomo elegante, un pragmatico, munito di senso degli affari e molto competente.

Un imprenditore acuto, attento ai numeri e ai conti. Celebre era la sua agendina che riempiva di cifre e note con caratteri minuti e che teneva sempre nella tasca interna della giacca.

Tutte le società controllate e partecipate erano appuntate su quelle pagine, con resoconti mensili.

Era il suo quadro di controllo e di comando del business.

Franco era una persona seria e un uomo onesto: un signore vero. Era affidabile e leale. È stato un privilegio lavorare con lui ed esserne diventato amico.

Le mie condoglianze e la mia sincera vicinanza alla moglie Irene, ai figli Nicoletta, Carlo e Renato e al caro Adriano.

Ciao Franco, non ti dimenticheremo!”

Ugo Sassettoli

 

 

Franco Pavero con Lino Bernasconi e Adriano Foglia alla festa dei 50 anni di Buonristoro

“Ricordare Franco per me significa ripercorrere una parte importante della mia vita, non solo lavorativa. Il nostro primo incontro avvenne nel 1968, quando, in qualità di responsabile vendite di Vendo Italy, visitai la Sellmat nella sede di Via Sesone a Borgosesia per presentare la vasta gamma che Vendo produceva: distributori di bevande fredde in bottiglia, pre-mix, post-mix, snacks e bevande calde con caffè liofilizzato.

L’accoglienza che Franco ed Adriano mi riservarono, sempre cordiale e amichevole, mi mise nella condizione di esporre nel miglior modo possibile i miei prodotti, ma quando, convinto di aver svolto bene il compito, cercai di passare all’incasso, cioè di vendere qualcosa, si erse il blocco monolitico di Adriano e Franco, i quali con garbo, e dati di fatto, mi dimostrarono che l’espresso era l’unico strumento che consentiva di avere risultati positivi nel Vending in Italia. Io fui costretto, mio malgrado, a condividere quanto da loro sostenuto.

Nel tempo mi ero reso conto che visitare Sellmat mi permetteva di incontrare imprenditori seri e capaci, ai quali difficilmente avrei mai venduto i prodotti di cui disponevo, ma che ogni volta mi insegnavano qualcosa. Praticamente da loro andavo a scuola di Vending!

Decisi così di intensificare le mie visite in Sellmat e in una di queste Franco mi parlò di una nuova, piccola macchina che faceva un Espresso eccezionale (si trattava della Bras) e mi spiegò che presto una società da loro appositamente costituita avrebbe iniziato a produrla. Il progetto stava prendendo corpo, mancava solo la persona a cui affidarne la gestione; non voleva essere esplicitamente una proposta a me diretta ma un argomento su cui, se io avessi voluto, sarebbe stato disposto a parlare.

Era una delle sue grandi qualità; lasciarti decidere di fare liberamente quello che lui desiderava venisse fatto.

Nell’occasione lasciai cadere l’argomento e di Bras non si parlò più.

Qualche tempo dopo mi arrivò un altro messaggio simile; una nuova società costituita da Franco, Adriano e da alcuni altri soci aveva rilevato a Bologna una piccola gestione avviata da Carlo Ernesto Valente, titolare della Faema, con l’obiettivo di installare le famose Faema E61. Anche in questo caso mancava la persona cui affidarne la gestione. L’offerta, se si può così definire, venne questa volta arricchita dalla possibilità di rilevare una piccola quota: la cosa mi tentò, fui combattuto ma alla fine buttai il cuore oltre l’ostacolo e diventai socio di Franco, Adriano e di D.A.EM. Sas.

Sin dai primi mesi mi resi conto che Franco ed Adriano erano le due facce della stessa medaglia per capacità, lealtà, onestà e unità di intenti.

Gli incontri frequenti, organizzati per definire obiettivi e strategie, si svolgevano sempre in serenità e armonia, grazie anche alla sagacia e alla teatralità da consumato attore con la quale Franco sapeva alleggerire gli argomenti con aneddoti e battute dette al momento giusto. Alcune (poche purtroppo) le ricordo ancora adesso:

I diritti degli altri soci valgono ALMENO quanto i tuoi!

È meglio una gallina oggi che un uovo domani

Più siamo e meno stiamo

Non bisogna toccare il fondo (finanziario)

Il debito è meglio esente che sostenibile

Va bene tutto, ma i conti devono quadrare (un suo mantra)

Pray è un gran paese…ma anche Ligonchio.

Forse questa è la vera “leggerezza dell’essere”: l’ironia e la concretezza come strumenti per trasmettere valori e stimoli con l’obiettivo di costruire insieme qualcosa che duri nel tempo e sia di esempio per chi ci seguirà

Grazie Franco per i tuoi consigli, gli insegnamenti e l’amicizia!

Lino Bernasconi

 

“Ho perso un grande amico. Franco era dotato di quello che io chiamo “ragionevole pessimismo”.

Quando qualcuno glielo faceva notare, lui rispondeva che assomigliavamo al protagonista di un film che cadendo da un palazzo di 50 piani, mano a mano che passava da un piano all’altro per farsi coraggio si ripeteva, mentendo però a se stesso: “Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene. Fino a qui, tutto bene”.

Un altro aneddoto risale a pochi giorni prima che Franco ci lasciasse. Mi disse, ridendo, che si era appena comprato una giacca nuova ma non era sicuro che sarebbe riuscito ad “ammortizzarla”, non era così convinto che l’avrebbe utilizzata prima di morire… Lui con gli ammortamenti ci sapeva fare. Era un maestro dei conti e dei bilanci.

Tanti sono gli episodi che mi legano professionalmente a Franco. Celebre è quando, agli inizi della Sellmat, io partivo con la mia auto stipata di prodotti di latte e cioccolata per consegnargli la fornitura di cui aveva urgenza.

Di Franco, però, voglio ricordare soprattutto le qualità umane. Era un imprenditore arguto, serio e rigoroso. Alla base della sua persona c’erano principi molto saldi, ad esempio il forte legame affettivo che aveva con la famiglia. Era rispettoso dei valori altrui e di tutte le persone che incontrava. Anche Franco, come tutti noi, ha avuto le sue traversie da superare a livello personale. Ebbene, in quei momenti amava ripetermi che aveva tanti conoscenti ma pochi AMICI e lo scrivo in maiuscolo per rimarcare il grande valore che lui dava a questa parola. Uno di questi amici su cui poteva contare, mi disse, ero proprio io e per me era lo stesso.

Ciao Franco, amico sincero e leale, è stato un privilegio averti conosciuto e aver passato insieme a te tanti momenti di vita”.

Luciano Pensante

 

“Una sera dei primi anni ’90 andammo con Franco a Roma. Il giorno dopo avremmo avuto un incontro all’Assonime per facilitare un chiarimento legislativo sui distributori automatici installati negli ospedali .

Passeggiando dopo cena a un certo punto Franco mi fece la proposta di andare a lavorare con lui nel suo Gruppo.

All’epoca ero da qualche anno nel mondo della gestione e dirigevo Vending System Italia Spa, il più grande operatore della Lombardia.

Franco era ai miei occhi persona estremamente capace e intelligente. Per cui lasciai cadere l’offerta non ritenendomi professionalmente preparato ad accettarla.

Non ne abbiamo poi più parlato, ma la nostra amicizia e la stima reciproca si sono da quel momento rafforzate.

Non siamo stati due amici che si frequentavano e telefonavano frequentemente. Però situazioni professionali e anche familiari ci hanno sempre tenuti in contatto con rispetto e valori condivisi”.

Piero Fabbro

 

“Ho conosciuto Franco nell’ormai lontano 1979 e da allora siamo rimasti legati prima con UnoPer poi con le società di gestione del Vending e con Mitaca.

Franco è stato per me un maestro di vita e come un fratello maggiore. Ha saputo sostenermi e incoraggiarmi nelle sfide più ardue che ho dovuto affrontare da imprenditore.

Ricordo di Franco la passione e la tenacia nel lavoro e la grande rettitudine morale.

Amico di poche parole ma dai gesti incancellabili.

Grazie Franco, i tuoi insegnamenti saranno sempre con noi. Riposa in pace”

Dino Macchi

 

Franco Pavero taglia la torta dei 50 anni di Sellmat con Adriano Foglia

“Caro Franco, te ne sei andato in silenzio e sono sicuro che solo questo triste evento poteva dividerci.

Abbiamo passato quasi tutta la vita assieme, dagli anni della scuola media di Mosso S. Maria fino ai giorni nostri.

In tutti questi anni, sempre uniti nel nostro lavoro e nelle nostre attività, abbiamo incontrato tante difficoltà, superato molti ostacoli e affrontato sfide diverse. Abbiamo avuto parecchie soddisfazioni e ci restano tanti bei ricordi.

L’ultima sfida, dobbiamo rassegnarci, umanamente da soli non potevamo vincerla.

Mi mancheranno i tuoi consigli, la tua esperienza, mi restano soltanto un grande vuoto e una profonda tristezza.

Ti saluto e ti auguro buon viaggio ricambiando fraternamente il tuo ultimo abbraccio di qualche giorno prima di lasciarci”.

Adriano Foglia

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