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GAS UE, I PREZZI SCHIZZANO ALLE STELLE: SUPERATI I 300 EURO

I prezzi europei del gas hanno iniziato la settimana con un aumento a dir poco vertiginoso: le quotazioni hanno registrato un massimo intraday di 345 EUR/mwh (+79%) per poi concludere gli scambi a quota 227 EUR/mwh, in crescita del 18%.  Questo clamoroso aumento probabilmente condurrà a grandi richieste di margini, che potrebbero tradursi in ulteriori incrementi dei futures, poiché le aziende effettueranno un “roll” dei contratti in loro possesso per evitare di pagare in contanti per coprire le loro operazioni.

Gli Stati Uniti stanno valutando se vietare le importazioni di petrolio russo senza la partecipazione di alleati in Europa, almeno inizialmente, e il giungere di questa notizia a mercato ha indotto nuovi timori in merito a una possibile carenza di offerta di gas e petrolio, timori parzialmente rientrati dopo che il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha affermato che il greggio e il gas russo sono di importanza essenziale per l’economia europea.

Le esportazioni di gas dalla Russia, che rappresentano circa un terzo della domanda europea, al momento non sono coperte dalle sanzioni internazionali imposte come rappresaglia per l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca; tuttavia, gli operatori di settore temono interruzioni nella fornitura da un momento all’altro.  Alcuni vascelli che trasportano GNL russo non sono certi di poter approdare presso i terminal designati e se è vero che nei giorni passati alcuni carichi sono stati consegnati nell’Europa continentale, altrettanto vero è che nessuno di questi ha raggiunto il Regno Unito.

Le spedizioni a mezzo gasdotto, comprese quelle che attraversano l’Ucraina, rimangono stabili, il che è fondamentale per l’Europa:La nostra azienda garantisce e garantirà l’adempimento dei contratti di fornitura di gas a lungo termine”, spiegano i vertici del colosso russo Gazprom, ma i dirigenti affermano che i prezzi del gas UE potrebbero ulteriormente aumentare, anche se non si tratterà di un evento determinato dalla società.

“Qualsiasi divieto o interruzione dei flussi di gas russo verso l’Europa potrebbe richiedere misure “estreme” per razionare le forniture destinate all’industria ed ai consumatori in generale”, affermano i vertici della francese Engie SA, e se al momento le analisi mostrano che la fornitura di gas UE è sufficiente per superare l’inverno, potrebbero sorgere problemi nella ricostruzione delle scorte in vista di quello prossimo (fonte Catherine MacGregor, Amministratore Delegato di Engie SA).

L’aumento dei prezzi sta avendo un impatto sul posizionamento finanziario delle società nel mercato del gas, poiché è probabile che siano costrette a inviare più contanti come garanzia per sostenere le loro operazioni ed effettuare operazioni di copertura dei contratti per limitare i danni. Ma l’impatto sull’economia potrebbe risultare ancor più marcato: secondo uno studio di Goldman Sachs, la Russia ha soddisfatto il 17% del consumo globale di gas e fino al 40% della domanda dell’Europa occidentale nel 2021 e se le spedizioni attraverso l’Ucraina venissero ridotte, il PIL dell’area dell’euro potrebbe essere ridotto di circa l’1%, con un impatto che si espanderà al 2,2% su base annua se il gas russo smettesse completamente di fluire. Nel caso base, che prevede il protrarsi del flusso di gas, i prezzi elevati potrebbero avere un impatto dello 0,6% sull’economia europea, ha affermato Goldman Sachs.

Picello Gabriele

 Caporedattore www.commoditiestrading.it

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Skype: Gabriele5786

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