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Dal caffè ai funghi: Aroma Expresso la gestione “alla moda”

Piccola, indipendente e intraprendente. Aroma Expresso raccontata dal suo fondatore, Roberto Piotto. Un’azienda che ha trovato nel rispetto e nella conoscenza del suo territorio la ricchezza per crescere e affermarsi

Roberto Piotto e il suo staff

Aroma Expresso S.r.l. nasce nel 2010 a Bassano del Grappa (Vicenza). Fondata da Roberto Piotto, titolare dell’azienda con alle spalle un’esperienza di oltre 10 anni nella Distribuzione Automatica, Aroma Expresso è diventata una realtà di riferimento per la province di Vicenza, Padova e Treviso.

A oggi conta oltre 250.000 erogazioni al mese grazie ai suoi circa 500 distributori automatici installati, oltre a un numero crescente di macchine per il caffè a capsule.

L’attenzione al cliente è il valore primario. La strategia dell’azienda non si ferma, infatti, alla fornitura del servizio, ma si sviluppa in un profondo rapporto di ascolto e collaborazione fatto di presenza costante e dialettica propositiva. Per promuovere e rendere possibile tutto ciò, insieme a Roberto Piotto collaborano 6 dipendenti di età compresa fra i 20 ed i 55 anni: un giusto mix di gioventù ed esperienza.

 

Roberto, cosa l’ha spinta a cambiare vita e a diventare gestore?

Sono fermamente convinto che si diventi imprenditore molto prima di avviare una propria azienda o, come come si usa dire, di “mettersi in proprio”. È una questione di nuove prospettive, uno scatto mentale che si fa e che ti permette di vedere le cose diversamente.

A un certo punto mi è capitato, mentre lavoravo come dipendente in un’azienda del settore, di ritrovarmi a pensare sempre più spesso ai bisogni dei clienti. Lì ho capito che era arrivato il momento di fare un passo in avanti, di andare incontro alle loro esigenze e di dare qualcosa in più… qualcosa che non c’era.

Se mi guardo alle spalle, in questi 10 anni di Aroma Expresso vedo sicuramente la mia voglia di emergere ma soprattutto la consapevolezza di poter essere performante senza abbassare il livello di qualità del prodotto e del servizio. Anzi, la mia sfida è sempre stata quella di alzare l’asticella e di chiedere di più al mio staff e a me stesso, avendo come unico parametro di riferimento la soddisfazione di chi ci sceglie ogni giorno.

 

Nel Vending c’è, perciò, ancora spazio per gestori indipendenti e intraprendenti?

Il territorio è la nostra risorsa e il nostro punto di forza. Le grandi aziende ragionano sui grandi numeri, che tuttavia diventano un’unità di misura sbagliata per rapportarsi con la realtà locale. Si raccoglie dove e come capita, ma così facendo non si entra dentro alla quotidianità delle persone.

Io ho scelto di lavorare partendo da un approccio diverso, costruendo un servizio su misura per il mio territorio, sfruttando il fatto che lo conosco e che ci vivo. Parole come “fidelizzazione del cliente”, “attenzione al particolare” e soprattutto “velocità nella risoluzione dei problemi” non sono slogan da stampare sulle brochure.

Noi di Aroma Expresso lavoriamo per essere davvero al servizio del cliente e per essere un “servizio al cliente”. La differenza è tutta qui: c’è chi punta alla quantità e chi alla qualità. Vista da fuori sembrerebbe una lotta impari, ma conoscere il “terreno di scontro” è un vantaggio che mi tengo stretto e che tutti noi piccole-medie imprese dovremmo valorizzare.

 

Il prezzo di vendita è un fattore importante per Aroma Expresso?

Anche il prezzo è un elemento di spaccatura fra chi predilige i grandi numeri e chi sceglie di realizzare un prodotto di qualità superiore. Fare la lotta sul prezzo significherebbe perdere in partenza, perché parliamo di numeri e di una produzione fuori misura per una realtà come la nostra.

Il giusto compromesso, secondo me, è anche in questo caso quello di considerare il potere d’acquisto del cliente ma di trasmettere al tempo stesso un messaggio: il piacere è una scelta e scegliere la qualità rende tutto più piacevole.

 

Scorrendo il sito di Aroma Expresso si nota la valorizzazione dei collaboratori, la “squadra” aziendale. Perché questa scelta?

L’unione fa la forza, da sempre. E per competere in un mercato come quello del Vending bisogna essere forti. Io parto da un presupposto molto semplice: un dipendente che sta bene, che è felice, lavora meglio e lavora di più.

 

Investire nelle risorse umane e nel benessere del dipendente è una scelta che ho deciso di fare fin dal primo momento. Pensiamo all’anatomia del corpo umano: c’è un cervello che guida pensieri e movimenti, ma come potremmo muoverci senza gambe, senza braccia o senza polmoni e cuore? La mia azienda funziona nella stessa maniera: io do l’input, ma per andare lontano servono tutti e ognuno è consapevole di essere importante per l’altro.

Un dipendente appagato riesce a soddisfare meglio le richieste del cliente, ascolta con più attenzione, si pone in modo più cortese ed è più disponibile sia nei confronti dei colleghi che, appunto, dei clienti. Ho scelto di dare al mio lavoro questo tipo di impronta, curando molto anche l’immagine. È fondamentale presentarsi bene.

 

Cosa rende Aroma Expresso un’azienda “alla moda”?

Abbiamo deciso di rinnovare periodicamente il parco macchine per offrire sempre uno strumento moderno e di design. Presentarsi bene significa anche esserci dove serve e come serve. Aroma Expresso già nel 2017 proponeva e utilizzava i bicchieri di carta, molto prima della normativa che ha regolamentato l’uso della plastica.

Non solo, da anni offriamo ai nostri clienti una App per l’acquisto dai distributori e ci affidiamo a tecnologie sempre al passo coi tempi. Anzi, oserei dire che, in molti casi, i tempi li abbiamo addirittura anticipati. Installiamo, ad esempio, aree break con strutture in cartone personalizzate e abbiamo inserito tra gli automezzi aziendali delle vetture elettriche, sempre in ottica “green”.

L’OCS viene visto come uno strumento di marketing e per questo motivo abbiamo creato e sviluppato il nostro motociclo per il “food street” ed eventi/manifestazioni.

Questo è un altro vantaggio rispetto alle grandi aziende: noi riusciamo a cambiare più velocemente, a rinnovarci senza stravolgerci.

 

È vero che siete anche produttori di funghi?

Parto sempre dal concetto di territorio. Il posto in cui viviamo e lavoriamo ci ha dato molto e va rispettato. Ebbene, una delle forme di rispetto più grande è, senza dubbio, quella di trasformare gli scarti prodotti in qualcosa che abbia una nuova vita e che non crei a sua volta rifiuti. Ecco che, dovendo far fronte a un numero sempre maggiore di fondi di caffè che i nostri clienti producevano – circa 2.500 kg mese – mi è venuta un’idea che si è progressivamente trasformata in startup e adesso in una realtà ben avviata che si chiama “I funghi di Aroma” di Piotto Roberto e che opera come azienda agricola nella piccola frazione del Comune di Rosà, alle porte di Bassano del Grappa.

Abbiamo preso i fondi di caffè e creato una sorprendente produzione di funghi freschi in modo del tutto sostenibile e naturale. In pratica, il fondo di caffè proveniente dai distributori di Aroma Expresso lo utilizziamo come substrato per la coltivazione.

L’obiettivo che ci siamo dati è quello di diffondere la coltura della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature: ecologica, economica e sociale. Il fondo di caffè, grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche, si presta perfettamente allo scopo ed ecco che da uno scarto abbiamo dato il via ad un’economia circolare, con al centro il caffè ma con tutt’attorno una vasta gamma di opportunità nate proprio durante il periodo di emergenza che stiamo affrontando.

 

La pandemia ha cambiato il Vending o, finita l’emergenza, il settore tornerà come prima, con i suoi pregi e i suoi difetti?

Noi cerchiamo di giocare d’anticipo e la “nuova normalità” è già una consuetudine in azienda. Ripeto, questo è un plus che possono permettersi tutte quelle realtà medio-piccole che hanno dinamicità e idee chiare.

Le cicatrici di questa pandemia restano e resteranno, per molto tempo. Ma dietro a ogni problema c’è chi vede difficoltà e chi opportunità. Il lavoro in smart working ha segnato profondamente le grandi imprese e ha trasformato il rapporto con i dipendenti, così come le modalità di servizio del Vending. Resta e resterà aperta la lotta sul prezzo, ma oramai ci siamo abituati. Il settore ha sofferto molto, ma sono convinto che dal territorio si potrà ripartire e ricostruire.

 

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