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L’ASSOCIAZIONE PIÚINFORMA SUI CRITERI MINIMI AMBIENTALI

 

“Si è svolta il 30 marzo 2021, presso il Ministero della Transizione Ecologica, la seconda riunione del tavolo di lavoro finalizzato alla stesura dei Criteri Minimi Ambientali per il Vending e per i servizi bar interni ed erogazione acqua di rete.

Un lavoro che ha come obiettivo intervenire sulle specifiche per la stesura dei bandi di gara redatti poi dalle stazioni pubbliche appaltanti. Il buon esito dei lavori li farà rientrare fra gli appalti “verdi”. Un grande impegno viene chiesto agli operatori economici, che vedono stravolte le attuali abitudini, ma che avrà risvolti positivi per lo sviluppo del loro business sostenibile.

Il tema bandi è sempre stato un punto debole per il Vending, a causa di regole “non più sostenibili”.

I cardini che reggono l’economia circolare sono trasversali sulla filiera e tengono conto della necessità economica di tutti gli attori.

Sono certo che le attuali divergenze si tramuteranno in supporto a questa iniziativa voluta dal Ministero della Transizione Ecologia. 

Invitati e presenti al tavolo di lavoro, Istituzioni e Associazioni di categoria a cui è stato chiesto un contributo con proposte e soluzioni volte al monitoraggio e riduzione dell’impronta ecologica con positive ricadute sulla salute del Pianeta e delle persone.

Per noi dell’Associazione PIÚINFORMA  è stato motivo di orgoglio il fatto che siano stati accolti molti dei nostri contributi e pubblicati i dati del settore da noi forniti ed elaborati.

Una visione d’insieme che siamo convinti farà riflettere l’industria alimentare e l’attuale sistema di distribuzione.

“Se non c’è offerta non c’è consumo”

Nel 2019 l’offerta di prodotti biologici era pari allo 0,73% delle vendite annue del settore.

Anche se con differenti performance e tipologia di consumo, il Vending si fa superare alla grande dalla GDO che, a oggi, ha una performance del 2,8% sui consumi complessivi “fuori e in casa”.  In entrambi i casi i valori sono, comunque, decisamente irrisori e, a nostro avviso; questi CAM faranno da apripista per un forte cambio di offerta verso i consumatori.

Conoscere il proprio impatto è essenziale per poterlo ridurre.

Sul tema rifiuti appare evidente che il punto debole è relativo alla loro corretta differenziazione. Un esempio per tutti è la plastica; su oltre 160 tipologie differenti solo 8 sono riciclabili per diversi cicli di utilizzo.

In Italia i consorzi che gestiscono la filiera dei rifiuti post-consumo sono 8 e ciascuno è abilitato a gestire rifiuti specifici.  È sufficiente una corretta differenziazione per agevolarne poi il riutilizzo per ricreare nuova materia prima. Avremmo così trasformato un rifiuto in risorsa.

Produrre sostenibile a basso impatto è possibile anche per l’industria alimentare. Basta solo volerlo!

Ringrazio e mi complimento con il gruppo di lavoro del Ministero per la dedizione con la quale stanno gestendo questo tavolo”.

Il Presidente

Jean Claude Bontorin

 

 

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