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Quanta ricchezza genera il Vending? L’andamento nel 2016

Viaggio nella dimensione economica e sociale del Valore Aggiunto nel mondo della Distribuzione Automatica, dalla sua creazione alla sua distribuzione. L’analisi delle 25 gestioni più grandi del settore: nel 2016 il Valore Aggiunto pesa quasi 280 milioni

 

Anche quest’anno, a completamento degli articoli sulla “Top 100” del Vending italiano, proponiamo l’analisi sulla ricchezza prodotta nel settore della Distribuzione Automatica, ampliando il campione di aziende esaminate attraverso i bilanci relativi al 2016: 25 contro le 19 analizzate con i bilanci del 2015.

Il valore aggiunto è il risultato economico che misura la ricchezza prodotta da un’azienda attraverso l’incremento di valore che i beni e i servizi, acquistati esternamente, ottengono attraverso l’attività aziendale di trasformazione e/o distribuzione. Per questa ragione il “Valore Aggiunto” di un’azienda può essere letto come parte del Prodotto Interno Lordo (PIL) generato dalla stessa.

Ricordiamo che il Valore Aggiunto non ha un’importanza esclusivamente economica, ma riveste un ruolo centrale anche in termini di responsabilità sociale d’impresa. Intanto indica il reddito generato e sappiamo che la sostenibilità economica, insieme a quella sociale ed ambientale, è parte integrante della Corporate Social Responsibility. In secondo luogo è rilevante analizzare in che misura la ricchezza prodotta viene distribuita tra gli stakeholder. In altre parole: “Chi si prende il Valore Aggiunto generato?”.

Mediante il Valore Aggiunto ogni azienda contribuisce al benessere economico del territorio in cui opera e alla collettività in generale. Analizzando come viene distribuito è possibile determinare il grado di coinvolgimento e partecipazione alla ricchezza prodotta da un’azienda di gestione del Vending di tutti i cosiddetti “portatori di interesse”, tra i quali, ad esempio, il personale dipendente, che partecipa alla ricchezza prodotta dall’azienda mediante gli stipendi percepiti, la Pubblica Amministrazione attraverso le imposte, il sistema creditizio e dei finanziatori con gli oneri finanziari, i soci dell’azienda con la distribuzione degli utili generati, altri stakeholder della comunità di riferimento (ad esempio i Comuni in cui sono localizzate le sedi operative, gli enti e le associazioni del territorio, ecc.) che beneficiano del pagamento di imposte locali o di liberalità varie.

In questa dimensione il valore aggiunto prodotto e distribuito può, quindi, essere un elemento nella strategia di comunicazione interna ed esterna dell’impresa.

 

Per la lettura completa delle tabelle e dei grafici, visionare il PDF di VENDING 342

 

CAMPIONE ANALIZZATO

Per la realizzazione della presente analisi sono stati presi in esame i bilanci del 2016 delle prime 25 aziende di gestione in Italia per fatturato, come riportato nella classifica “Top 100” pubblicata da VM sul numero di dicembre 2017 (n.340). I dati relativi a Gruppo Argenta S.p.a. e SO.ME.D. S.p.a. fanno riferimento al bilancio chiuso al 30 settembre 2016 e non sono comparabili con quelli riportati nell’articolo relativo all’analisi di bilancio “Top 100-2016” uscito a gennaio/febbraio 2018 (n. 341). In quell’occasione erano stati elaborati, infatti, i dati forniti da Cerved che ha utilizzato una metodologia differente di riclassificazione delle voci di bilancio per tenere conto del diverso orizzonte temporale, mentre in questo caso abbiamo fatto riferimento al bilancio di esercizio depositato.

In questa occasione è stato deciso di comprendere nello studio anche realtà come Supermatic S.p.a., non prese in considerazione lo scorso anno, per le quali sono presenti valori derivanti sia dal Vending, sia da altre attività.

LA METODOLOGIA DI CALCOLO  DEL “VALORE AGGIUNTO”

A partire dal bilancio di esercizio 2016 di ciascuna azienda è stato così calcolato il Valore Aggiunto Globale Netto: dai “Ricavi totali” vengono sottratti i costi relativi ad acquisti e servizi vari. Tale grandezza viene definita come “Costi Intermedi della Produzione” ed è pari ai “Costi della Produzione” al netto dei costi del personale e degli ammortamenti e svalutazioni. Si ottiene così il Valore Aggiunto Caratteristico Lordo a cui vengono aggiunti i proventi da partecipazioni (per es. dividendi provenienti da società controllate) per arrivare al “Valore Aggiunto Globale Lordo”. Infine, sottraendo gli ammortamenti e le svalutazioni, si perviene al “Valore Aggiunto Globale Netto”.

Rispetto all’analisi condotta negli anni precedenti non è risultato possibile considerare in modo omogeneo i valori relativi alle componenti accessorie e straordinarie. Il D.Lgs 139/2015 ha eliminato, infatti, la sezione straordinaria del conto economico a partire dai bilanci relativi agli esercizi che hanno avuto inizio il 1° gennaio 2016. Fanno eccezione i bilanci di Gruppo Argenta S.p.a. e della controllata SO.ME.D. S.p.a. che terminano al 30 settembre 2016. Per esigenze di semplificazione le componenti straordinarie di costo sono state, perciò, inserite all’interno
dei costi intermedi della produzione.

Inoltre, anche nella presente indagine, vengono considerati soltanto i costi relativi al personale dipendente e non il costo di altre forme di lavoro, quali ad esempio interinali o co.co.co., non agevolmente desumibili dai dati di bilancio disponibili.

 

CRESCE IL VALORE AGGIUNTO MA PESA L’EFFETTO  “ANTITRUST”

Il Valore Aggiunto Globale Netto generato dalle 25 aziende più importanti del Vending italiano come fatturato ha raggiunto nel 2016 la cifra di 277.949.635 €. Nel 2015 avevamo analizzato le prime 19 aziende che avevano prodotto un complessivo di 233.892.133 €. Nel 2014 le prime 9 imprese avevano totalizzato 237.222.306 €. Il valore medio per singola azienda è stato nel 2016 di 11.117.985 €.

Pe provare a fare una comparazione attendibile, abbiamo esteso l’analisi effettuata nel 2015 alle prime 25 aziende della “Top 100” di allora. Il Valore Aggiunto complessivo registrato raggiungeva quota 258.894.024 €. Nel 2016 si è, quindi, registrato un importante incremento di circa 19 milioni di Euro, pari a +7,4%. Tutto ciò nonostante continui a pesare in modo considerevole nei bilanci di alcune aziende la sanzione antitrust comminata dall’AGCM. In particolare sono stati negativamente influenzati i conti di Gruppo Argenta S.p.a., Liomatic S.p.a., GE.S.A. S.p.a. e Supermatic S.p.a.. Fanno da contraltare i recuperi nei bilanci del 2016 di quelle realtà che erano state, invece, penalizzate nel 2015 dagli accantonamenti legati alla multa dell’Antitrust (ad esempio IVS Italia S.p.a., Serim S.r.l. e Gruppo Illiria S.p.a.).

A incidere maggiormente nell’incremento sono stati, in definitiva, i recuperi nel Valore Aggiunto Globale Netto di IVS Italia S.p.a. (con un incremento di quasi 30 milioni di Euro), Serim S.r.l. (+7.625.222 €) e Gruppo Illiria S.p.a. (+6.643.739 €). Intorno al milione di euro gli incrementi di D.A.EM. S.p.a. e Gruppo Argenta S.p.a.; a riguardo va ricordato che il bilancio di Argenta nel 2015 aveva avuto durata di 9 mesi, contro i 12 mesi del 2016. Nei prossimi anni, con la progressiva riduzione degli accantonamenti relativi alla sanzione dell’Antitrust e l’eventuale recupero di risorse a seguito dei vari ricorsi intrapresi dalle aziende coinvolte, si potrebbe ottenere un importante impulso per la crescita del valore aggiunto nel settore.

Se limitiamo l’analisi ai risultati delle aziende non coinvolte dalla vicenda Antitrust, si registra nel 2016 un leggero incremento pari all’1% rispetto all’anno precedente. Il valore aggiunto di queste ditte risulta pari a 45.011.350 € nel 2016 contro i 44.578.843 € del 2015.

COME VIENE DISTRIBUITA LA RICCHEZZA PRODOTTA?

Passando all’analisi della distribuzione del Valore Aggiunto, nella tabella di riparto si esaminano le remunerazioni percepite dai diversi stakeholder delle 25 aziende prese in considerazione.

Il Valore Aggiunto è formato dai seguenti elementi:

Remunerazione del personale. Con il termine “personale” si intendono i soggetti che intrattengono con l’azienda rapporti di lavoro per i quali l’interesse economico personale è legato in termini prevalenti e duraturi con quelli dell’azienda stessa. Generalmente comprende sia il personale dipendente, sia il personale non dipendente. Nel nostro caso, come già detto, per esigenze di semplificazione, è stato considerato solo il personale dipendente.

Remunerazione della Pubblica Amministrazione. L’aggregato rappresenta il beneficio economico della Pubblica Amministrazione per effetto dell’attività aziendale. E’ formato dalle imposte sul reddito d’esercizio.

Remunerazione del capitale di credito. I soggetti interessati sono coloro che forniscono capitale a interesse esplicito, di breve o di lungo termine. È formato dagli oneri finanziari sui finanziamenti a breve termine e dagli oneri finanziari sui finanziamenti a lungo termine.

Remunerazione del capitale di rischio. Rappresenta l’ammontare degli utili o dei dividendi distribuiti alla proprietà o ai soci.

Remunerazione dell’azienda. Comprende gli utili generati ed accantonati a riserva.

Trasferimenti alla Comunità. Nelle precedenti edizioni dello studio erano state considerate solo le liberalità esterne. Al contrario nella presente analisi vengono ricomprese non solo le liberalità esterne (elargizioni, donazioni, ecc. ad enti ed associazioni), ma anche imposte e tasse varie corrisposte ad enti territoriali, come per esempio le tasse sui rifiuti, l’IMU, ecc. Anche questo dato contribuisce a esprimere l’apporto sociale fornito dall’azienda alla propria comunità di riferimento.

Analizzando il riparto del Valore Aggiunto tra i diversi stakeholder, si può notare come quasi il 93% del totale sia stato destinato al personale, rafforzando ulteriormente il trend di crescita rispetto al passato (nel 2015 il valore si attestava intorno al 90%, mentre nel 2014 era pari all’incirca all’80%). Per 5 aziende su 25 – nello specifico Gruppo Argenta S.p.a., Liomatic S.p.a, GE.S.A. S.p.a., Supermatic S.p.a. e S.D.A. 2000 S.p.a. – il Valore Aggiunto distribuito ai dipendenti è superiore al totale del valore aggiunto generato. Questo dato è particolarmente significativo in termini di responsabilità sociale.

La remunerazione della Pubblica Amministrazione si attesta al 4% del totale (inferiore al 4,4% della precedente indagine), per una cifra comunque superiore agli 11 milioni di Euro. Si tratta delle imposte versate allo Stato sul reddito d’esercizio che vanno a contribuire all’erogazione di servizi pubblici.

In netta diminuzione l’incidenza della remunerazione del capitale di credito rappresentata dagli oneri finanziari pagati a istituti di credito e ad altri finanziatori. Si è passati dal 17,5% del 2015 al 10,9% del 2016, per un valore di poco superiore ai 30 milioni di Euro.

Anche quest’anno la remunerazione delle aziende risulta negativa, fortemente influenzata dalla perdita di esercizio di alcune aziende: in particolare Gruppo Argenta S.p.a. (-17.001.531 €), Liomatic S.p.a. (-7.894.977 €), GE.S.A. S.p.a. (-5.163.413 €) e Supermatic S.p.a. (-6.544.466 €). Come fatto notare in precedenza, per queste aziende il risultato netto è stato influenzato negativamente dagli accantonamenti e dai costi sostenuti per far fronte alla sanzione dell’Antitrust.

Anche quest’anno la remunerazione del capitale di rischio si attesta su valori modesti: sono soltanto due le aziende ad aver distribuito dividendi: Generale Ristorazione S.r.l. e Methodo S.r.l. per un totale di 1.923.114 €, pari allo 0,7% del valore aggiunto totale.

Per quanto riguarda il dato relativo ai “Trasferimenti alla Comunità”, la componente riferita a liberalità ed elargizioni è modesta: l’unica azienda a indicare un valore a bilancio è Gruppo Argenta S.p.a., per una cifra di 36.000 €. Negli altri bilanci non ci sono espliciti riferimenti a voci di costo relativi a liberalità, elargizioni, sponsorizzazioni, donazioni, ecc. Probabilmente questo tipo di attività è stata svolta ma non è rilevabile attraverso il bilancio. Maggiore è l’entità relativa ad imposte e tasse varie (imposte locali, sui rifiuti, sugli immobili, ecc.). Nei bilanci di 12 aziende non è stato possibile individuare tali costi. Complessivamente il valore registrato da questa voce è di 3.086.268 €, pari all’1,1% del valore aggiunto totale delle 25 aziende.

Franco Bompani

Claudio Faraoni

www.eidosconsulting.it

 Eidos Consulting Srl

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